venerdì 5 novembre 2010

E casa fu

Ieri alle 9:50 mi squilla il cellulare svizzero.
Cosa alquanto insolita, dato che pochissimi eletti ne conoscono il numero.
E quelli che lo conoscono mi conoscono e quindi non mi chiamano all'alba neppure di un giorno feriale.
E non mi parlano in svizzero tedesco con fare incazzoso.
Ergo penso in un errore di digitazione, ma poi sento "Austrasse".
Austrasse? Ho già sentito questo nome e ci sono pure stato a visitare due case.
Riparto con la mia frase preferita "Ich ferstehe nicht, sprechen Sie Engels oder Franzosisch?"
In un inglese svizzeronico mi chiede se mi interessa la casa, quella che si libera il 15 marzo.
Poi per pietà mi passa la figlia che parla inglese che mi rispiega la situazione.
Chiedo tempo, qualche giorno per pensarci, ho appena visto altri appartamenti disponibili a dicembre.
Magnanimo mi dice "ok, aspetto fino alle 4 PM".
Shit.

Penso.
Penso che ho le balle piene di guardare siti immobiliari mane e sera e di far visite e poi sperare di essere accettato tra mille candidati. Che poi sperare di essere accettati a darti 2000 franchi al mese non mi pare neanche intelligente...
Penso che marzo è lontano, ma che l'appartamento è vicino al centro e anche alla fermata del treno, è spazioso, con piccolo balcone e che la cucina e il bagno saranno ristrutturati.
Fanculo, lo prendo. Alle 10:15 lo richiamo e confermo.
Domenica firmo.
Uno stress in meno.




Ora devo trovare qualcos'altro di cui lamentarmi.

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