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venerdì 3 dicembre 2021

Metafore

 Cos'è l'assicurazione? 

Ci si assicura per eventi relativamente remoti (cioè che non capitano spesso) ma che quando capitano sono cazzi: tipo investire qualcuno e poi doverlo risarcire, casa che brucia, ecc...

Quindi si paga il premio e si sa che quei soldi sono andati. Però nel caso in cui l'evento si verifichi, il simpatico assicuratore ci rimborsa. Bello perché ci si copre da un evento con conseguenze potenzialmente gravissimi con un esborso relativamente basso.

Alcuni investitori comparano l'acquisto di bitcoin ad un'assicurazione. Dato che è un prodotto relativamente nuovo, potrebbe anche semplicemente sparire, quindi i soldi investiti sono come il premio assicurativo: pufff, andato. 



Tuttavia, nel caso remoto in cui il sistema monetario tradizionale vada a meretrici - evento remoto, ma tutt'altro che impossibile: le monete falliscono molto frequentemente - l'assicurazione vale tantissimo.

I traders lo chiamano "asymmetric trade": costa poco e quindi puoi perdere poco, ma se funziona, il rendimento si calcola in "x" e non in "%", ovvero l'investimento viene moltiplicato tot volte.

Lo stesso concetto si può applicare ai vaccini: controindicazioni sono limitate, la protezione alta. Tutto ciò sulla base dei dati disponibili nell'ultimo anno. Ancora limitati ma chiari. 

Come si dice per bitcoin: DYOR - Do Your Own Research. Tuttavia bisogna essere capaci di:

a) verificare le fonti dei dati - p.es. non è indicato prendere la pisciobevitrice Eleonora Brigliadori o il fine filosofo Montesano come Maestri di Vita

b) analizzare i dati, cioè avere un minimo di capacità di capire i famosi numerini e i grafichetti. Alcuni esempi di grafichetti qui sotto. Curati da Andrea Palladino, si trova su FB e LI, ottimo analista e divulgatore. 


Disclaimer: non ho certezze, né sull'assicurazione, né su bitcoin e tanto meno su vaccini e medicina. Ma questo è il mio bloggo e dico quel cazzo che mi pare - c'ho messo pure il disclaimer bello grande qua sopra. Quindi, come dice il Commissario: non scassatemi i cabasisi. 








martedì 23 marzo 2021

Bolle

 Viviamo indubbiamente in tempi interessanti.

Durante al rassegna stanca mattutina tra facebook e twitter mi sono imbattuto in questo grafico dei simpatici amici di Goldman Sachs. 

Hanno messo assieme le più grandi bolle speculative degli ultimi secoli dai soliti tulipani fino all'odierna bolla di bitcoin.

La nota a piè di pagina che hanno omesso: mancano le bolle di bitcoin del 2013 e del 2017.


Un'osservazione sulle banche: al momento stanno tra il FUD (Fear Uncertainty Doubt) e FOMO (Fear Of Missing Out). Conclusione: manco loro capiscono che cazzo succede.

Esempio: prima e dopo, ovvero cosa dicevano qualche anno fa e cosa suggeriscono oggi ai clienti. 



Esiste un sito molto utile che si chiama Violation Tracker e registra le multe comminate alle varie aziende. Per esempio questo è il track record di Goldman Sachs.

Il dogma bancario: le banche non sono istituti di beneficenza. Sono bravissime a guadagnare, ma non a farti guadagnare. E guadagnano tantissimo. Puoi ogni tot anni ti capita una crisi tipo 2008 e devono chiedere aiuto ai contribuenti, perché purtroppo i guadagni degli anni passati sono già stati spesi in bonus, champagne e battone. Capita.


martedì 16 marzo 2021

La pandemia monetaria

Temi della giornata:

- piani vaccinali

- pandemia

- politica

- politica monetaria


Citazioni della giornata:

Esprimo quello che ho sempre pensato, che ci sia ben poco merito nella virtù e ben poca colpa nell'errore
- Fabrizio De André

Non ho nessuna verità assoluta in cui credere, che non ho nessuna certezza in tasca e quindi non la posso neanche regalare a nessuno e va già molto bene se riesco a regalarvi qualche emozione 
- Fabrizio De André

Vi ricordo anche il disclaimer storico di Zurota: Attenzione, questo blog potrebbe contenere volgarità, offese gratuite e stupidità. Si raccomanda la lettura ad un pubblico consenziente.


Quindi se il post qui sotto vi offende per il tema trattato - e sono sicuro che offenderà qualcuno visto che la gente è sempre più permalosa -  gentilmente: non rompetemi i coglioni. Questo bloggo è mio e lo gestisco io. Chi lo legge vede chiaramente il disclaimer sopra.  

Vista la moda del momento, aggiungiamo questo

"Investing in digital assets poses gargantuan risks & may not be suitable for every investor. This isn't financial advice. Please do your own research."

********************************************



Premetto che ho tante opinioni, ma non sempre coerenti. Premetto anche che di medicina, virus, malattie, cure e vaccini non capisco nulla. Non sono statistico ma almeno un po' di numerini li ho macinati per dovere professionale.

Premetto che da un po' mi preoccupa (intellettualmente) molto di più la politica monetaria della pandemia - che ormai va avanti da un anno e ha perso un po' il fascino della novità, mentre la politica monetaria non smette di affascinarmi. Però ogni tanto qualche post pandemico su FB mi istiga commenti maligni e la notizia di ieri era il blocco della campagna di vaccinazione per colpa di alcuni presunti effetti collaterali* dei vaccini. Ho condiviso qualche post e le discussioni sono state "interessanti", ma su FB non si discute, si sbraita, perciò uso il mio pezzo personale di internet per diffondere il mio Verbo.

Tornando alla questione del blocco dei vaccini ci sono due schieramenti che dicono:

1) Bene, perché il principio di precauzione è importante.

2) Male, perché statisticamente il numero di effetti collaterali è poco significativo - almeno in base ai dati attuali.

A pelle la mia opinione tende alla seconda e quindi sono tendenzialmente contrario al blocco. Da professionista del rischio (suona figo, vero?) la prudenza è assolutamente necessaria, ma va anche calcolata valutando costi e benefici. Come per il lockdown: si poteva evitare? Non credo, perché le funzioni esponenziali hanno questa brutta caratteristica di essere esponenziali (già scritto in un post precedente)

Quindi? Le autorità devono valutare gli effetti sulla società, gli individui possono decidere se vaccinarsi o meno valutando i costi e benefici in base alle informazioni disponibili, competenze tecniche, visione del mondo, umidità, oroscopo della giornata...

Una cosa mi è molto chiara: la mortalità degli ultimi 12 mesi è molto superiore alla media e in termini statistici è molto vicina alla mortalità che si vede in guerra - almeno in Italia visto che ho guardato velocemente i dati ISTAT, ma nei paesi occidentali sembra la stessa storia, magari con tempistiche diverse: chi ha sfangato la prima ondata ha preso di brutto la seconda. La cosa grave è che la mortalità è stata elevatissima nonostante le precauzioni. Senza lockdown si torna all'esponenziale. Qualcuno non è d'accordo, ma non abbiamo la prova contraria, solo teorie. 

Comunque basta avere poche basi di statistica e analisi dei dati per essere d'accordo che la mortalità non è normale - e dico normale in senso statistico (curva a campana di Gauss). Poi uno può interpretarlo dicendo che è colpa della pandemia in corso (come la penso io) e altri  diranno che l'eccessiva mortalità è dovuta al lockdown e suoi effetti collaterali (io penso di no). Ma ognuno ha la sua Verità in tasca, no?

Ora ci sono i vaccini

La singola persona deve valutare i pro e i contro. 

Rischio di vaccinarsi:

1) avere effetti negativi del vaccino

2) prendere comunque il covid, nonostante il vaccino

3) essere investiti da un mezzo di trasporto anti-vax


Bisogna valutare i tre rischi pesando probabilità e gravità dei danni - molto difficile anche per specialisti, quindi spesso è una scelta non scientifica ma a sentimento.

Rischio di non vaccinarsi:

1) rischiare di prendere il covid e relativi effetti collaterali*

Dato che viviamo in una società sarebbe anche opportuno valutare gli effetti secondari: non mi vaccino, becco il Covid e infetto il nonno che tira le cuoia. O infetto qualche sconosciuto a cui ho starnutito in faccia. 


Quindi personalmente capisco i timori di iniettarsi qualcosa che non si capisce. Io mi faccio il vaccino anti-influenzale da 5 anni, pur senza avere problemi di salute e senza capire cosa cazzo ci mettono dentro. Lo faccio perché sono maschio e quindi ho una tolleranza al dolore molto bassa. L'ultimo anno senza vaccino sono stato a casa 2 giorni con starnuti, naso che colava, febbre a 37.7 e fastidio. Grazie al vaccino (o anche al caso...chissà, non ho mica accesso all'universo parallelo in cui Zurota è no-vax) non ho beccato niente negli ultimi anni. Manco il covid ho beccato, quindi il flu shot funziona! Dimostra il contrario, caro no-vax!

Questo per dire che ho una opinione positiva dei vaccini per convinzione ed esperienza personale. Ovviamente ognuno ha la sua storia, le sue paure e modelli mentali. Il mondo è bello perché è vario. Sono conscio di essere positivamente prevenuto sui vaccini, quindi molto probabilmente anche gli articoli che leggo riflettono il mio bias - sapete no che i soscial midia ci ingozzano della merda che ci piace? 


Guardando da un punto di vista più ampio, come fanno gli economisti, le cose sono molto semplici, quasi banali: vaccina tutto quello che trovi. Ora, subito, più veloce che puoi. Fai anche vaccini multipli, meglio abbondare.

Ci sono effetti collaterali? Boh, i dati sembrano buoni, finora dove si è vaccinato tanto (Israele, UK, USA) non si sono visti casini particolari, ma un netto calo della mortalità dei vaccinati. Quali sono gli effetti collaterali delle misure preventive? Pessimi. Conclusione: vaccina, vaccina, vaccina. 

Ci sono soluzioni intermedie? Sembra di no: dopo le riaperture le cose vanno a meretrici perché la gente è stufa ed esce, vede gente, abbraccia la nonna, starnutisce in muso al cane. E la gente si infetta e muore e quindi dopo un po' si richiude tutto. Rifacendo il giochino del lockdown questo funzionerà sempre meno - la gente rispetterà sempre meno le regole e non appena si riapre farà festa bevendosi il Nilo e finendo con ammucchiate, sapendo che tra poco si richiude. Carpe Diem, Covid Ciapp.

Quindi la mente semplice dell'economista considera queste possibilità e il vaccino è la soluzione ottimale. Sarebbe carino avere una cura, ma al momento non sembra ci sia la pillola del giorno dopo per il covid. C`è il vaccino che è l'equivalente del goldone/pillola. 

Questa è la situazione semplificando molto. Ergo sono pro-vax come soluzione comunitaria. Se domani il vaccino fosse disponibile per me chiederei consiglio al mio dottore. Mi fido di lui perché ha studiato medicina e non economia. Quindi ascoltate il vostro medico per consigli medici, leggete Zurota per le cazzate e le emozioni.

Parlando di cazzate ed emozioni, dicevo che mi preoccupa la politica monetaria. Perché? Per via del realistico video qui sotto.


Qui la versione seria che illustra l'ammontare di soldi in giro. Notate il picco stile esponenziale à la Covid? Ecco. Sembra un'epidemia o quantomeno una malattia grave.


Tanti soldi in giro dovrebbero far aumentare i prezzi, ma per ora solo i prezzi degli asset finanziari, cryptomonete, arte digitale. Gli americani questa volta danno soldi al popolo e non alle banche, però i millennials e la generazione Robinhood preferisce giocare in borsa invece di spendere. 



Questo è un esperimento abbastanza inedito, ma non troppo (a Weimar si stampava tanto, per dire). Le conseguenze le vedremo: il mitico Ray Dalio sta parlando dei rischi da un bel po'. 

Potrebbero esserci due scenari: quello che dice Dalio, ovvero crisi del debito, inflazione, disastri, disperazione, guerre.

Il scenario positivo: il progresso tecnologico continua e anzi accelera, la produttività aumenta, l'ossessione per l'automazione elimina il rischio umano (tipo lockdown che impedisce agli umani di produrre), lavorare diventa meno necessario, ma serve redistribuzione della ricchezza (tipo reddito universale) e figa per tutti.

Lo saprà chi sopravviverà al Covid, alle mascherine, al vaccino e agli autobus assassini.


____________________________

* morti.



domenica 7 febbraio 2021

Ok boomer.

In questi giorni riflettevo sul fatto che sui social seguo solo economisti italiani abbastanza liberisti, tipo Phastidio (AKA Mario Seminerio), Tommaso Monacelli, Costantino di Blasi, Thomas Manfredi, Emilio Rossi, Alberto Forchielli. Stranamente non seguo economisti comunisti - forse non sono molto presenti sui social e usano più volentieri il fax. 

Ammiro la loro competenza, ma hanno spesso un carattere un po' spigoloso o phastidioso (escluso Emilio che è sempre gentilissimo). Per esempio odiano profondamente la Modern Monetary Theory e qualche settimana fa ho fatto qualche commento sul tema ma diciamo che non sono stato accolto con affetto. Ma non mi metto a discutere troppo perché sono accademici e quindi più competenti sui temi tecnici e sono anche bravi nell'arte del dibattito.



Il maschio alfa del gruppo di maschi alfa è probabilmente il professore Michele Boldrin, quello che aveva fondato con Oscar Giannino il movimento Fermare il Declino, che purtroppo è naufragato velocemente. Boldrin da giovane è stato anche in vari movimenti comunisti, quindi ha una variegata esperienza politica. 

Qualche giorno fa Boldrin ha pubblicato un video sui social media su Bitcoin. Il video dura due ore e passa ed oggi ho ascoltato i primi 40 minuti. Tempo fa aveva fatto anche una chiacchierata con Forchielli, era a fine 2017. Ve lo ricordate? All'epoca bitcoin era sulla bocca di tutti perché aveva raggiunto in poco tempo l'incredibile valore di quasi $20,000 e tutti parlavano di bolla speculativa e di come bitcoin sia destinato a sparire. In effetti il prezzo è sceso fino a $3,000 un anno dopo. Sono sicuro che godevano come ricci guardando il grafico.

Fast forward siamo a Febbraio 2021 ed il prezzo si aggira attorno tra i$30,000 e $40,000. Ah, I love the market forces! Come direbbero i liberisti: il mercato ha sempre ragione.




Tornando a Boldrin, come descrizione del video ha scritto "Un boomer vi spiega perche' cominciate ad essere dei pinocchi sciocchi e saccenti. E perche' si vede." e da qui il titolo del post, non voglio mica offendere!

Nei primi 40 minuti, oltre a trasmettere il suo odio viscerale per bitcoin e per i commenti stupidi, ha detto alcune inesattezze che mi sento in dovere di rettificare - se poi Boldrin leggerà questo post probabilmente reagirà con la consueta ferocia, ma sto leggendo un libro sullo stoicismo quindi sono pronto a replicare agli insulti con l'ironia o il silenzio. Certe cose poco importanti non devono turbare la tranquillità.

Vediamo.

Per cosa chiama ripetutamente l'inventore di Bitcoin "Nakamura" invece di Nakamoto: o non si è preso la briga di usare google o lui sa cose che i bitconers non sanno.

Usa il termine "distributed ladder", ma presumo si riferisse a "distributed ledger technology" che è il termine formalmente corretto per blockchain.  

Parla di Tether dicendo che è un money market fund e dimostra di non capire cosa sia un stablecoin. In poche parole, gli stablecoins vengono usati come ponte tra il mondo reale e quello digitale. L'emittente degli stablecoin compra un ammontare di dollari esattamente uguale ai dollari digitali emessi (Tether è il dollaro digitale), per cui il suo valore è sempre attorno a $1. Tether è molto opaco quindi ci sono state anche recentemente varie teorie complottistiche facilmente smontate - vedere questo articolo. Tether non è un money market fund, perché anche se viene usato per parcheggiare liquidità come i MMF, viene principalmente usato per fare trading sugli exchange crypto.

Parlando di blockchain e il potenziale settlement di asset finanziari è molto scettico. Attualmente il settlement della negoziazione titoli è rimasto agli anni 70. Quando compro un'azione in pratica dico al broker che ho l'intenzione di comprarla. In quel momento mi blocca i soldi sul conto, ma la transazione vera e propria succede 2 o 3 giorni valuta (giorni lavorativi) dopo. Cioè se compro lunedì ricevo le azioni mercoledì. Recentemente questo aspetto tecnico era sui giornali per colpa della storia GameStop/Reddit/Robinhood. Secondo me in questo settore la tecnologia blockchain verrà utilizzata nonostante la difficoltà di cambiare uno standard: per esempio in Svizzera la regolamentazione è molto avanzata e ci sono già due crypto-banche con licenza e una ha emesso azioni tokenizzate - non so se si usa in italiano, ma in pratica le azioni sono rappresentate digitalmente. Quindi le cose si muovono e la caratteristica principale dell'innovazione è che inizia piano, ma quando parte è veloce.

Poi dice che bitcoin non è una moneta e su questo ha ragione: una moneta ha la caratteristica di essere unità di conto (si usa per definire il prezzo delle merci), mezzo di scambio (si usa per pagare) o per preservare il valore (metti i soldi sotto il materasso).

Le monete vere tipo dollaro, euro e yen sono chiamate "fiat currency" perché vengono create dal nulla - cosa ironica visto che la principale critica a bitcoin è che non ha valore intrinseco. Dare valore alle monete è un atto di fiducia, così come dare valore all'oro. Tutti pensano che l'euro o l'oro abbiano valore, quindi hanno valore. È un ragionamento circolare, ma funziona così - Harari lo racconta bene. Pari pari per bitcoin: se il mercato crede che vale $35,000 li vale. 

Il problema è che le monete fiat non sono una figata nel preservare valore come si vede qui:


Fonte: https://www.usinflationcalculator.com/

Per il resto funzionano benissimo come unità di conto e mezzo di pagamento. Bitcoin non eccelle in nessuna di queste, ma uno dei selling points è che potrebbe sostituire l'oro - l'oro è pessimo come unità di misura e mezzo di pagamento, ma viene usato come protezione contro l'inflazione e tensioni geopolitiche (bene rifugio). 

Altro punto, sempre usato: bitcoin si usa per crimini dato che è anonimo. Non è vero, bitcoin è "psuedonimo": ogni transazione viene registrata ed è pubblica - blockchain è un database alla fine. Gli indirizzi sono una sfilga di numeri e lettere, non hanno il nome del proprietario, però gli indirizzi possono essere ricondotti al proprietario, perché ormai tutti gli exchange hanno un minimo di regole e quindi per avere soldi veri bisogna mandarli ad un exchange e a quel punto il proprietario è identificabile. Sapete cosa è anonimo e viene usato dai criminali? Le banconote. Le banconote non hanno scritto sopra il proprietario. 

Queste sono le banconote emesse dalla banca centrale svizzera in circolazione. Notate che le banconote da 1000 franchi rappresentano oltre la metà del valore in circolazione? Ma nella vita reale in 10 anni l'ho vista una volta. Quindi? Yes, store of value, ma non mezzo di pagamento. Sembra che circa il 70% delle banconote da 1000 sono usate così, però resta un mezzo molto utile per transazione criminali, come le banconote da 500 euro che non verranno più stampate proprio perché usate troppo dai criminali.


Poi ci sono le solite critiche: bitcoin è una bolla speculativa e uno schema Ponzi. Dire che è Ponzi secondo me non ha molto senso. Lo schema funziona tramite un promotore che vende un investimento, promette un ritorno enorme e ripaga i primi investitori coi soldi raccolti dai nuovi. Quando i nuovi smettono di cascarci cade tutto. Bitcoin non ha un promotore, è per definizione decentralizzato e non controllato. I veri hodler non hanno venduto molto durante il picco del 2017 e quello attuale, continuano a detenerli. Ovviamente come per tutti gli investimenti finanziari la speranza è che il valore andrà sù e non giù (potete darmi il Nobel per questa arguta osservazione). Lo schema Ponzi è illegale, mentre bitcoin è perfettamente legale e viene scambiato sulle varie borse digitali ogni giorno (incluso sabato e domenica con il settlement quasi immediato, non a 2 giorni valuta). Al momento i bitcoin in circolazione valgono $706 miliardi e il volume odierno di scambi è sui $70 miliardi - quindi è un asset eccezionalmente liquido.

Le bolle speculative invece si chiamano bolle perché scoppiano. Le bolle bitcoin sono scoppiate varie volte, bitcoin è stato dichiarato morto 397 volte... ovviamente non escludo che la bolla scoppi definitivamente e che il valore vada a zero. Come tutti gli investimenti. Inclusi i titoli governativi risk-free - risk is my profession - e può sempre succedere un evento di tipo Black Swan (questo lo messo solo perché Boldrin considera Taleb un ciarlatano). 

A un certo punto dice "Se un concetto non l'hai capito stai zitto". Ok boomer :) 

Onestamente non mi considero un esperto di crypto, ma mi informo da inizio 2017 e - non per vantarmi (o si?) - c'ho pure un master in digital currency. Devo anche dire che all'inizio pensavo anche io che bitcoin fosse una cazzata da nerd e spacciatori digitali, ma poi appunto mi sono informato. 

A parte tutte le questioni riportate sopra bisogna anche capire perché è nato Bitcoin. Qui alcuni spunti veloci:

- Bitcoin non ha un'autorità centrale, ma è decentralizzato

- ha un inflazione programmata fino al 2140 quando verrà "stampato" l'ultimo bitcoin.

- l'inventore Nakamoto (e non Nakamura) ha messo assieme varie innovazioni per decentralizzare e rendere sicure le transazioni tramite il Proof-of-Work - quello che fa consumare molta energia, ma questo è il prezzo della sicurezza del sistema

- Bitcoin è nato come risposta alla crisi finanziaria del 2008 e come critica al sistema finanziario e come vera e propria alternativa: con Bitcoin puoi avere la tua banca svizzera in tasca, senza dover utilizzare intermediari. Il sistema finanziario attuale è, stranamente, basato sulla fiducia (trust), mentre Bitcoin è trustless: tu non devi aver fiducia e neanche conoscere la controparte della transazione. Il sistema bancario si basa sulla fiducia: se tutti decidono di ritirare i soldi dalle banche il sistema è fottuto - ricerca su google "riserva frazionaria" e capirai. 

- Bitcoin è nato da un forum di cypherpunks: nerd che amano la privacy e la libertà.

- Sviluppi recenti: ad agosto dell'anno scorso la società MicroStrategy (quotata alla borsa di NY) ha dichiarato di aver iniziato a comprare bitcoin come operazione di tesoreria, cioè ha scambiato dollari per bitcoin  come protezione contro la svalutazione del dollaro. Al momento ne possiede l'equivalente di $2.7 miliardi (sì, miliardi, non milioni). Poi si sono aggiunti altri - qui la lista. Recentemente anche il più grande gestore mondiale, BlackRock, ha deciso di inserire bitcoin tra gli investimenti approvati per due fondi. Quindi a differenza del 2017 ora c'è la fila di investitori istituzionali che vogliono entrare. Se ne parlava già nel 2017, ma solo dopo 3 anni si sono visiti i primi passi. Quindi? Gli investitori istituzionali hanno la tendenza a fare la stessa cosa: tipo nel 206-2007 tutti compravano mortgage backed securities, anche quando molti dicevano che è rischioso. Però se lo fa Citibank lo deve fare Morgan Stanley... eccetara. Perché è molto semplice: se l'asset va su e tu sei l'unico pirla che non ha investito ti licenziano. Quindi meglio andare col gregge. E il gregge ha appena iniziato a muoversi. 

 ...e potrei andare avanti per ore. 

L'importante è capire che il rischio è alto e bitcoin può anche andare a zero - p.es. si parla dei computer quantistici che potrebbero rendere obsoleto l'algoritmo. O potrebbe nascere un'altra cryptovaluta più figa.

Il concetto è che Bitcoin è un'invenzione geniale e si basa su una filosofia che condivido in pieno. 

Tanti mi chiedono se vale la pena comprarlo e non fornisco consigli finanziari: io lo faccio ma sono conscio del rischio e posso permettermi di perdere tutto quello che ho investito senza subire danni particolari (molto fastidio sì, ma non è che mi sono indebitato per comprarlo). Ma io ho anche una propensione al rischio elevata, quindi ognuno deve considerarlo in base al proprio reddito, patrimonio, obbligazioni, debiti, profilo di rischio ecc...Come dice sempre un mio contatto su LinkedIn: "Investing in digital assets poses gargantuan risks & may not be suitable for every investor. This isn't financial advice. Please do your own research."


PS: Se volete cominciare qui il link ad un exchange svizzero: Referral


mercoledì 12 febbraio 2014

La Giornata del Dimenticatoio

Oggi, oltre ad essere il Darwin Day, è anche la giornata mondiale del Dimenticatoio. Ve ne siete dimenticati? Avete fatto bene, perché oggi bisogna dimenticare.

Il concetto di "Dimenticatoio" mi ha sempre affascinato, fin da bambino quando me lo immaginavo come un enorme contenitore in bronzo dai bordi dorati. Lì dove vanno a finire le cose che non si usano, tipo le parole desuete come facondia, solipsista o postribolo, oppure le cose scomode come il progetto lavorativo che vuoi sapientemente sabotare, dimenticandolo e facendolo dimenticare (funziona in modo egregio). Lì vanno a finire anche ricordi scomodi che è più piacevole evitare.

Mi fa piacere che proprio oggi si festeggi il Saggio Dimenticatoio, visto che nei giorni scorsi mi è capitato di discutere spesso, più spesso di quanto volessi, del Ricordo. Tutto è partito con alcuni post su facebook sul Cristicchi celebre musicista/attore e il suo recente spettacolo teatrale.




In seguito alcuni concittadini di origine italiana (un po' ingenuamente) mi hanno chiesto chiarimenti sugli esuli istriani, dato che erano sinceramente interessati a capire meglio questi fatti storici. Così, probabilmente sorprendendoli per la mia insolita foga, mi è capitato di ricordare fatti e/o persone dimenticate, diffondendo alcuni articoli sulle foibe o su pericolosi accostamenti e ho anche segnalato qualche pagina FB con foto che ricordano alcuni fatti dimenticati:


Poi ho spiegato dov'è Basovizza e chi sono gli Eroi di Basovizza e quanta tristezza provocano a persone democratiche ed educate questi maleducati visitatori sul nostro Carso:


Ho aggiunto ancora qualche campo di concentramento un po' sconosciuto e dimenticato ed altri ameni crimini obnubilati. Poi pubblico un post molto equilibrato e pacato scritto da una triestina a Roma che si conclude così:

"La legge istitutiva del Giorno del Ricordo prevede che il 10 febbraio vadano approfondite, oltre alla questione dell’Esodo e delle Foibe, “le più complesse vicende del confine orientale”. Il mio augurio, caro amico romano, è che lo si inizi a fare per davvero. E che, magari, lo si faccia basandosi su solide fonti storiche, piuttosto che sull’emozione che può suscitare uno sceneggiato TV o una canzonetta più o meno orecchiabile."

Su questo mi risponde un romano interessato ad approfondire la storia a cui consiglio 3 libri:
- Foibe di Joze Pirjevec edito da Einaudi
- L'Italia e il confine orientale di Marina Cattaruzza edito da Il Mulino
- Il confine degli altri di Marta Verginella edito da Donzelli Editore

Poi si palesa anche un figlio di esuli che ci ricorda delle persecuzioni subite dai genitori e parenti in quanto italiani in istria, ma parla di "titini di merda", dimenticando che i partigiani dell'esercito jugoslavo (titini ha sempre un connotato negativo) hanno anche combattuto contro i nazi-fascisti che avevano occupato territori abitati da popolazioni miste. E i nazi-fascisti all'epoca si erano dimenticati di usare la dovuta civiltà. Per 20 anni. Ma dimentichiamolo approfittando della Giornata del Dimenticatoio che è stata istituita apposta. Perché uno dei migliori commenti al post della triestina è questo:

"perché non parliamo anche della brutalità dei pirati Istri che attaccavano le navi commerciali romane per depredarle o della ferocia dei Turchi che cercarono di cacciare (e quasi sempre ci riuscirono) i Veneziani dall’Istria e dalla Dalmazia? Fino a quando dobbiamo risalire nella memoria storica?"

Io direi che nel giorno del Ricordo sarebbe bene ricordare tutta la storia e non solo quella che piace a noi, ma l'essere umano difficilmente è obiettivo quando la storia lo tocca di persona. Quindi approfittiamo della Giornata del Dimenticatoio che è stata istituita apposta. Quindi care genti, se proprio non riuscite a ricordare bene, dimenticate.

 E chiudiamo con dei versi di France Prešeren:

Živé naj vsi naródi, Vivano tutti i popoli
ki hrepené dočakat dan, che anelano al giorno
da, koder sonce hodi, in cui la discordia verrà sradicata dal mondo
prepir iz svéta bo pregnan, ed in cui ogni nostro connazionale
da rojak sarà libero,
prost bo vsak, ed in cui il vicino
ne vrag, le sosed bo mejak! non un diavolo, ma sarà un amico!


Ora mi guarderei con piacere uno di quei film partigiani trasmessi da Tele Capodistria dove i tedeschi erano cattivi e i partigiani buonissimi e intelligentissimi.



Ma anche un corto di Smeriglia va bene.



Dimenticate gente, dimenticate.


domenica 24 febbraio 2013

Elogio della barba



Un po' è stata la visione della splendida barba sfoggiata da Chrisoph Waltz in Django, un po' la pigrizia della domenica, ma domenica scorsa non mi sono sbarbato come faccio ogni domenica. E a me piace la barba, specie la mia barba. 

Giovedì al lavoro entro un po' trafelato (e anche un po' infastidito) nell'ufficio di uno dei capetti del dipartimento, mi metto a parlare veloce, il tizio con un sorriso mi fa "you look wild" e pensavo si riferisse al mio impeto, invece parlava della barba incolta. In effetti non era così curata come quella del Dr. Schultz. Tutto questo per dire che oggi dovrei farmi la barba. Che barba che noia. Nessuno ha mai detto a Bud Spencer di farsi la barba.




O a Nick Cave di tagliarsi i baffi o ai suoi amici Grinderman di comprare un rasoio.



Ora sto leggendo Antifragility di Taleb e faceva un esempio calzante.


Era a Milano per parlare col suo editore e per seguire una conferenza dove parlava un economista che odia. Parlando con l'editore spiega il suo desiderio di andare alla conferenza e prendere a schiaffi l'economista. L'editore ci pensa e fa "beh, non farebbe male alle vendite del libro...".

Quindi il comportamento violento farebbe bene a Taleb in quanto autore famoso. Però se lui fosse un impiegato di medio livello di un'azienda, uno di quelli che deve mettersi in giacca e cravatta, e andasse ad una conferenza e picchiasse un odioso economista cosa succederebbe? Arresto, licenziamento e questo episodio segnerebbe per sempre la sua vita. Per spiegare che alcuni mestieri sono "antifragili" ed altri "fragili".

Il concetto di antifragilità (non so se è la traduzione corretta) si riferisce alla proprietà di guadagnare da eventi negativi - tipo picchiare uno e vendere più libri. Altri mestieri, tipo l'impiegato, invece sono fragili, perché devi mantenere la reputazione:

"With few exceptions, those who dress outrageously are robust or even antifragile in reputation; those clean-shaven types who dress in suits and ties are fragile to information about them."


Taleb ha il pizzetto e non usa cravatte.





martedì 11 dicembre 2012

Against Growth

Oggi mi segnalano un articolo sull'economia. In breve dice le seguenti cose:

1. la teoria economica neoclassica (quella che si è sviluppata dai classici, cioè si parla di roba del 18° secolo) è perfetta per le persone che non riescono a gestire l'incertezza, dato che è basata su modelli matematici rigidi: aumento dei prezzi provoca diminuzione della domanda e un aumento dell'offerta e il tutto finisce in equilibrio. I prezzi forniscono "informazione" in base alla quale si produce. La scarsità non è considerata. L'unico obiettivo è la massimizzazione del profitto (o della produzione/consumo) e quindi della crescita.
2. La "scienza" economica sembra una religione. Anche se ci sono frequenti bolle speculative che empiricamente dimostrano che il sistema non sempre tende all'equilibrio, il concetto di equilibrio di mercato è sempre centrale nella teoria. La scusa è che c'è il governo, non c'è informazione perfetta, ecc.. ma una volta eliminati questi problemi, allora la mano invisibile del mercato potrebbe massimizzare la crescita economica.
3. La crescita continua è possibile? Considerato che le risorse della terra sono limitate, ciò sembra logicamente poco credibile. Purtroppo la crescita risolve da sola molti problemi: la povertà, crea ricchezza con cui si pulisce l'ambiente, promuove la democrazia.

Tutto vero.
Gli economisti sono matematicamente scarsi, quindi usano modellini semplici. Purtroppo la realtà - sbagliando - è complicata. Mica è facile come la fisica che puoi fare esperimenti ripetibili.
Gli economisti sono testardi. Anche quando la realtà dimostra di essere complicata e che i modelli non funzionano, a posteriori si trova sempre una spiegazione plausibile.
Gli economisti hanno un'idea fissa: la crescita. Perché hanno modelli semplici che testardamente non cambiano che con la crescita risolvono tutti i problemi. E vissero felici e contenti.

Ora a difesa della categoria direi che non è proprio facile modellizzare qualcosa di cui sei parte. Soros, che quando non fa lo speculatore prova a fare il filosofo, chiama questo concetto "autoriflessibilià". Cioè sono sia l'osservatore che l'osservato. Per cui le semplificazioni tipo dire che l'uomo è egoista (homo economicus) facilita molto. Come modellizzare matematicamente il volontariato? Dato che tutto funziona sui prezzi, che prezzo puoi dare alla soddisfazione di fare volontariato. In effetti è un problema cazzuto.

Quello che veramente mi fa adirare come un'ape è la crescita. Confesso che ho studiato il tema per la mia tesi che, appunto, era sulla crescita economica e il dubbio mi sorse già all'epoca, dato che per definizione le risorse sono scarse e finite, quindi dovrebbe essere logico che la crescita non può essere infinita. Ma gli economisti dicono che l'uomo è ingegnoso e trova mezzi per usare meglio le risorse scarse aumentandone la produttività. Questo era un altro tema che volevo studiare, il TFP o total factor producivity, ovvero il "residuo di Solow": se aumenti il lavoro di 10 e il capitale di 10 il tuo prodotto è 25. Cosa succede? Usando più capitale e lavoro hai prodotto più di quello che hai introdotto nel sistema economico. Data la scarsità matematica degli economisti, questo si misura semplicemente come residuo (prodotto - capitale - lavoro = 5 = incremento di produttività).

Il problema della crescita è che sta veramente alla base del sistema economico, non solo della teoria. Senza crescita la borsa non dovrebbe andare su; senza crescita il debito degli stati non sarà mai ripagato; senza crescita le nostre pensioni non verranno mai pagate, a meno che non ci mettiamo a fornicare come ricci senza protezione per produrre discendenti che avranno il problema di pagarci le pensioni; e così via. Tutto il sistema è basato sull'assunto della crescita. Tutto i sistemi tranne il Buthan, of course.

Ma sto divagando. Torniamo a sputtanare gli economisti.

Ho un libro illeggibile che mi riprometto di leggere che si chiama "Entropy law and economic process" di Georgescu-Roegen che sembra parli proprio della sostenibilità del processo economico. Ma visto che è difficile e con molte formule matematiche pochi economisti lo hanno letto.

Ma il migliore nell'arte dello sputtanamento degli economisti è sicuramente Nassim Taleb, uno dei miei filosofi preferiti - molto meglio di Žižek - che odia i banchieri ed in generale quelli che portano la cravatta, orpello assolutamente inutile e dannoso.




Ho appena iniziato la sua ultima opera, "Antifragile".



Sono a pagina 10, quindi non posso dire molto, ma il concetto di "antifragile" è che i sistemi robusti sottoposti a shock si rompono. Cioè, ci sono cose fragili - si rompono facilmente - e cose robuste - si rompono con difficoltà - e cose "antifragili", che appunto guadagnano da uno shock. Un esempio antifragile è l'evoluzione: l'uomo tramite vari shock è migliorato. Tra i paesi l'esempio è l'amata Svizzera: quando ci sono guerre, crisi, casini, la gente porta i soldi qui.

Cosa dice della finanza? I sistemi di risk management che vogliono misurare il rischio (vedi post sul casinò) sono una truffa, perché danno un senso di falsa sicurezza e quando succede il patatrac va tutto a puttane (caso esemplare la crisi del 2008). Come costruire un sistema antifragile che migliora con gli shock? Eh, non lo so, sono appena a pagina 10. 


Un altro libro che mi ha fatto pensare sulla finanza e il sistema economico è "Why the West Rules. For Now". Tomo scritto da un archeologo e quindi ha una visione di lungo periodo che è diversa dal lungo periodo degli economisti. Per gli economisti è 10 anni, ovvero per Keynes non c'è ("nel lungo periodo saremo tutti morti"), mentre per un archeologo si misura in migliaia di anni.

Ad un certo punto elenca i "4 cavalieri dell'apocalisse": migrazioni, cambiamenti climatici, fallimento degli stati, carestie. Questi sono i motivi del collasso delle civiltà. Ad un certo ne aggiunge un quinto: la finanza. La depressione del 29 non è stata causata dai 4 cavalieri, ma dalla finanza. Il libro è stato scritto nel 2010 e cita il 2008 come un caso simile in cui il meltdown è stato evitato (ancora da vedere).



 

domenica 8 gennaio 2012

Roba da ricchi...

...tipo non pagare le tasse...

Da non-contribuente (non evasore, ma pago le tasse alla patria di Heidi) mi ha divertito non poco la polemica sull'ignobile imboscata dell'Agenzia delle Entrate ai poveri ricchi che vanno a Cortina. Qui un puntuale commento del solito Torquemda-Travaglio.

I commenti dalla destra berlusconiana, tipo dire che è odio verso i ricchi punire gli evasori, mi sono sembrati veramente esilaranti. Insuperabile la Santanché che si è beccata pure una multa al SUV.


Tuttavia anche a me sembra che la mossa sia più politica che altro, molto marketing e poca sostanza. Si voleva mostrare il pugno di ferro contro gli evasori - colpire uno per educarne cento, no? E può anche darsi che gli agenti delle entrate volevano farsi Capodanno a Cortina. Personalmente penso che ogni tipo di lotta all'evasione sia utile e che siano state molto più dannose le dichiarazioni (oltre che azioni) di Berlusconi a favore dell'evasione fiscale.



A proposito mi sono ricordato di aver scritto un articolo sulle tasse. Nel lontano 2007 quando stimolato dal compianto Luciano ho scritto con il CESSO qualche articolo per Konrad. L'ho trovato e riletto e non mi sembra male, quindi mi auto-cito.



W le tasse !
dal Konrad n. 125 - Aprile 2011 - pag. 9
02.04.2007


Petizione in Francia
a favore dell’imposizione fiscale
Il prossimo aprile i francesi andranno a votare per eleggere il loro nuovo Presidente della Repubblica. I principali candidati sono la socialista Ségolène Royal, Nicolas Sarkozy, esponente di centro destra e al centro la sorpresa François Bayrou.
Nei dibattiti pre-elettorali uno degli argomenti più interessanti nella sua tradizionalità sono le tasse, poiché in seguito alla promessa di Sarkozy di ridurle, il mensile Alternatives Economiques ha lanciato una petizione controcorrente che sottolinea il valore civile e sociale, nonchè i benefici economici di tassare i redditi e il passaggio intergenerazionale della ricchezza. I firmatari si dicono fieri di apportare il loro contributo alle spese pubbliche necessarie al progresso, alla coesione sociale e alla sicurezza della nazione, sottolineando che l’imposizione progressiva sulle successioni è un corollario indispensabile alla libertà economica offerta dall’economia di mercato, poiché la ricchezza deve essere conseguita tramite il lavoro, il talento e non per il semplice fatto di avere parenti ricchi, poiché la rendita tende solo a costruire una nuova aristocrazia basata sul capitale che spegne lo spirito imprenditoriale e rallenta la crescita. Infine, viene riconosciuto al mercato il ruolo di fattore di progresso che permette allo spirito d’impresa di esprimersi e di promuovere la crescita l’economica.
L’impostazione generale della petizione è pienamente condivisibile: le tasse sono necessarie per finanziare determinati servizi che il singolo non è in grado di procurarsi o che un’azienda privata (che agisce a scopo di lucro) non può e non vuole offrire. Servizi essenziali per la società come le opere pubbliche, l’educazione, la giustizia, la difesa, la sanità, la previdenza, la protezione dell’ambiente. Tuttavia la petizione ha una pecca di tipo teorico fondamentale. Nonostante il nome stesso della rivista promotrice si richiami ad alternative, in questa occasione ricalca molto il mainstream economico attuale: libero mercato, impresa, crescita.
Per tutti la crescita è un fatto positivo, tipico esempio è l’utilizzo della variazione del PIL come misura della ricchezza di un paese e della sua crescita, ma il PIL trascura determinati effetti come la distribuzione del reddito.
Inoltre non tiene conto di tanti fatti della vita, come il volontariato e tutte le attività senza scambio monetario, mentre computa eventi dannosi: si pensi che un ingorgo nel traffico determinando un incremento del consumo di benzina ha un effetto positivo sul PIL. Ma la critica principale è che non misura il benessere.
Si resta cosi ancorati al paradigma che la crescita equivale allo sviluppo secondo il dogma che attraverso la crescita economica si risolvono tutti i problemi. Lo sviluppo dovrebbe invece implicare un miglioramento in un certo senso olistico, un progresso economico, ma anche sociale e quindi identificabile come benessere e non ricchezza materiale assoluta.
Un altro fattore dimenticato è che la crescita senza limiti non è scientificamente possibile dato che le risorse del pianeta sono limitate. Senza questo limite la stessa professione economica sarebbe inutile, dato che una definizione solitamente accettata della scienza economica è: scienza che studia le modalità di allocazione di risorse limitate tra usi alternativi, al fine di massimizzare la propria soddisfazione.
Infatti la corsa alla crescita provoca crisi energetiche legate appunto alla scarsità di fonti energetiche e inquinamento con effetti in larga parte ancora ignoti e a lunghissimo termine. L’economicità e lo stimolo alla massima efficienza per massimizzare il profitto “costringono” le aziende a sfruttare in modo ottimale le risorse che sono il capitale ed il lavoro. Ma l’impiego ottimale di quest’ultima risorsa ha effetti anche sociali che, tramite il precariato, l’insicurezza, la carente assistenza sanitaria e previdenziale, provoca crisi sociali. Ricordiamo che in Italia muoiono ogni anno circa 1200 persone sul posto di lavoro; in Francia in uno stabilimento della Renault ci sono stati 3 suicidi negli ultimi 6 mesi sembra a causa delle condizioni di lavoro. Ma il lavoro dovrebbe essere gioia, felicità di fare ciò che si è appreso e non una situazione insostenibile da spingere a gesti estremi o un’occupazione mortalmente pericolosa, specie in alcuni settori.
L’attuale paradigma produttivo produce anche effetti culturali, dato che per vendere molto è necessario imporre determinati modelli culturali che spingono al consumo – il telefonino di ultima generazione, l’auto da 200 all’ora, i vestiti marchiati, occhiali da sole da mille euro, ecc... E i modelli culturali ci vengono propinati dai media che ci offrono le notizie più interessanti nei momenti più opportuni.
Ad esempio è curiosa l’enfasi data dai mezzi d’informazione all’aviaria. Forse sarà anche una malattia pericolosissima che avrà effetti calamitosi sulla razza umana, ma finora si contano 275 casi e 167 morti ufficiali tra il 2003 e 2007. Per un confronto nel 2001 nei paesi poveri e impoveriti (detti ufficialmente ed eufemisticamente in via di sviluppo) la diarrea di morti ne ha fatti 1.793.000. Manca il senso della misura, ma ciò non è casuale – molti stati ricchi hanno acquistato milioni di vaccini contro l’aviaria, mentre negli stati poveri molte persone non hanno accesso all’acqua potabile e alle medicine di base per sopravvivere.
Nell’informazione il problema principale è l’indipendenza di chi ha il ruolo di diffondere le notizie. In Italia ad esempio i due quotidiani più importanti sono La Repubblica e il Corriere della Sera. Il primo è controllato dal Gruppo Editoriale L’Espresso SpA, il cui primo azionista è Carlo De Benedetti; il secondo da RCS Mediagroup SpA i cui principali soci sono i soliti noti gruppi finanziari e industriali – il “salotto buono” . Mentre le principali televisioni sono in mano alla politica in genere o ad un personaggio politico in particolare.
Il punto importante è pensare a chi ci guadagna, a chi va bene lo stato delle cose e lo preserva, chi comanda, chi decide cosa vogliamo. Insomma il potere – chi detiene il vero potere economico? Questa è la domanda che dobbiamo porci. E da cui partire per pensare a delle vere alternative e magari puntare alla decrescita economica invece che alla crescita.

Collettivo Economisti Solidali
e Socialmente Orientati



lunedì 11 aprile 2011

Piccoli atti di ribellione #1

Tempo fa ho fotografato questa scritta su un pilone dell'autostrada non lontano da casa.
Ieri, in un impeto di ribellione domenicale verso il i porci imperialisti che predicano il consumismo come stile di vita, ho messo la foto come sfondo del Blackberry. La coerenza in fondo è un concetto soggettivo.