lunedì 2 aprile 2012

La sega al bar







Un venerdì qualunque: alle 15 decido che fuori c'è il sole e che ho lavorato troppo. Quindi auguro buon weekend agli astanti e me ne vado.

Aspettando il treno penso che una birra al sole sarebbe un'ottima idea così chiamo il Furlan vicino di casa. Solito incipit: "un birrin e dopo vado a casa". Sono tornato alle 4.

Tour: Si o No, Bubbles, El Lokal, poi il Furlan va a qualche dibattito politico ed io a cena con due coppiette e tre tizi diversamente scopaioli. Divertente. Poi raggiungo il Furlan che era con un altro gruppo di gente svizzera per due drink e poi noi ce ne torniamo a casa. Ovviamente non ci si lascia come cani e quindi ci fermiamo al Total per il bicchiere della staffa. Al tavolo a fianco ad un certo punto salta fuori una sega che viene usata da una tipa per tagliare il pane. Incuriositi chiediamo perché. Il motivo è che dovevano tagliare il pane. Non fa una piega. Mi sembrava divertente e allora ho fotografato. Poi mi sono messo a discutere di linguistica in francese con una di queste tipe - un'austriaca con le sopracciglia di Bergomi. Ad un certo punto il Furlan va al banco a prendersi una birra e quando torno sente l'austriaca che mi fa "non mi frega niente, mi hai rotto i coglioni, non ha senso discutere". Doveva essere una discussione decisamente interessante. Quando ce ne andiamo notiamo che hanno dimenticato una sciarpa che il Furlan ha portato in dono alla sua coinquilina. Infine l'ultimo bicchiere della staffa qui a Wiedikon.

Sabato invece mi hanno trascinato in una specie di disco così ho ufficialmente fatto il mio esordio nella vera vita notturna zurighese - la città è appunto nota per i suoi club. Commento: una merda. 20 franchi di entrata e parlando italiano all'ingresso ci chiedono pure il permesso di lavoro. Razzisti. In più la musica era fastidiosa e la birra scrausa in bicchieri di plastica.




Oggi invece mi è capitato un fatto insolito: veniamo fermati dalla pula. Eravamo 3 bici e 4 persone. La polizia ci vede, ferma il furgone in mezzo alla strada e scendono due poliziotti. Incazzatissimi con i due che andavano in doppia. Mentre io con lo zaino copro il bollino dell'assicurazione scaduta da 3 mesi (qui bisogna assicurare anche la bici) i due si scusano dicendo che non sapevano fosse illegale. La ragazza seduta dietro fa: "in Italia io andavo sempre in giro così, da noi non è illegale". Poliziotta acida: "è illegale anche in Italia, ma nessuno controlla!". Al che il Comunista Brianzolo (il pilota della situazione) fa "eh, ma quando ci siamo trasferiti non ci hanno mica fatto dei corsi su come si guida la bici!". Questa frase potrebbe sembrare una presa per il culo ma invece ha funzionato perché è stata messa in dubbio la perfezione dell'organizzazione svizzera. In effetti non sono previsti corsi per immigrati sul corretto uso del biciclo. Ci salviamo con l'ammonizione "la prossima volta che vi becco...".

Per la cronaca tutte e tre le bici erano senza assicurazione...

E domani è già lunedì... ma non è così grave visto che da mercoledì sarò in territorio patoco.  Ci si vede giù. Soliti aperitivi nei soliti postacci.




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