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martedì 27 ottobre 2020

Il ritorno del blog

 Bene, bene, per la gioia dei miei 2 lettori mi sa che devo rispolverare il caro vecchio bloggo.

Grazie per il vostro impegno! 



Se le autorità elvetiche hanno qualche attuario o statistico o uno che ha fatto algebra alle elementari mi sa che domani chiudono tutto. Nonostante gli annunci orgoglioni: "mai più lockdown".

C'erano chiari segnali di lockdown già 4 giorni fa.





martedì 14 aprile 2020

Italexit


Bene, bene, bene. Vedo che la propaganda inizia ad avere effetti tangibili.



Da bravo ragioniere filo-europeista la cosa mi preoccupa.

Facciamo un piccolo esercizio mentale sul comportamento dei politici prima e dopo.

Adesso (ovvero prima)

In questo momento ovviamente gli ipersovranisti col culo degli altri sbraitano contro l'Europa, gridano contro la Germania che ci vuole comprare, ecc... solito teatrino insomma.

Però abbiamo anche Conte che prima vuole il MES senza condizioni, glielo danno dicendo "ok, però usa i soldini di mamma EU per la sanità, non spendere tutto il Alitalia come sempre!" ma non va bene. Vuole i Coronabonds. E per ripicca on userà il MES. I pentacazzoni erano sempre contro il MES (frasetta semplice), sono per il sovranismo monetario, senza capirlo, ma come sempre non hanno le idee chiare. Poi c'è il PD che vaga e divaga, discute e non decide.

Poi c'è la stampa. Quella cosa che in Italia è praticamente sparita. Il miglior giornalista sembra Mentana, che è stato uno dei primi a libro paga di Berlusca. Comunque, i giornali e la tv sembra siano anche abbastanza allineati a lamentarsi dell'Europa, della Germania e del sempre utile "nemico esterno".

Il dopo

Immaginiamo il dopo. Lasciamo perdere come andrà la pandemia. Per ora sembra che l'Italia abbia perso il "vantaggio" di essere stata la prima ad essere colpita. In teoria dovrebbe essere la prima a riaprire, ma al momento ho seri dubbi - specie sulla Lombardia.

Ma pensiamo alle prossime elezioni. O alla prossima (inevitabile) crisi di governo. Come si posizioneranno i politici? I politici a volte inseguono e a volte guidano. I partiti populisti hanno spesso trovato un nemico: tipo Berlusca col comunismo o l'escalation della Lega: neri, terroni, Albanesi, Rom, qualsiasi migrante (e ho dimenticato qualche fase).

Quando invece i politici annusano un trend, la cosa più logica è buttarsi. La destra è già li, M5S anche, ma ora vedono che il 49% è per l'Italexit e visto il clima sarà al 60% tra qualche settimana. Quindi che fare? Educare il popolino o cavalcare l'onda?

La seconda che hai detto.

Quindi già mi vedo le prossime campagne elettorali con 50 shades of Italexit.

Le, poche, speranze sono:

1) la burocrazia, la fatica e l'incompetenza: dato che l'adesione all'euro è un trattato internazionale diventa un po' un casino cambiarlo. Le cose difficili richiedono fatica e in vostri capipartito non sono adatti al compito: ve lo vedete il decreto segreto per passare alla lira la domenica prossima che il venerdì mattina viene mandato alla CNN? 
2) improbabile botta di culo.




giovedì 9 aprile 2020

Euro / No Euro

Son tempi difficili per noi sfegatati fan dell'europeismo.

A parte il post precedente, ora durante il caffè postprandiale mi son imbattuto in due simpatiche articolesse.

Il primo è veramente un capolavoro degno di un genio del crimine.

Questo il finale in stile Syd Barrett:

Perché stampare lire

Tornando ad oggi, stampando tante lire quante occorrono a ripianare i debiti potremmo tornare a far sentire la nostra voce. “Schiaffeggiare chiunque ci ringhi contro e mettere fine ad ogni nostro problema” tuona Federcontribuenti. Si tratterebbe di fatto di immettere le lire nel nostro circuito interno, escludendo ogni canale estero, dove resterebbe l’Euro, una criptovaluta interna. La lira avrebbe il valore di 1,936 euro e sarebbe convertibile in ogni banca italiana. “Se lo fanno negli altri Paesi possiamo farlo anche noi L’autodeterminazione di uno Stato libero e democratico, sovrano come da nostra Costituzione, è un atto dovuto e imperativo, basta solo volerlo”.

Non saprei neanche da dove cominciare... a parte la scelta stilistica di vittimismo-machista "schiaffeggiare chiunque ci ringhi contro": ma chi cazzo ti ringhia? Se uno ti dice che magari dare 600 milioni di Euro (e non lire) ad Alitalia in un decreto sul Covid-19, magari non era una gran idea. Sarebbe stato più produttivo dare 10 Euro ad ogni abitante. vabbé

Poi si parte su criptovaluta interna?? Ma che cazzo dici??? Ma perché buttare dentro le monete digitali? 

Poi il genio: chi si ricorda il cambio Lira-Euro è avvenuto a 1.936,27. Ma era il numero di lire per 1 Euro. Ora invece scambiamo 1 lira per 1,936 Euro (cioè 1 a 2)? Ma in base a cosa?

E si stampano lire per ripagare i debiti. Ma solo quelli detenuti in Italia, dato che la Lira sarebbe interna. Quindi i risparmiatori italiani dovrebbero scambiare un BTP denominato in Euro per le nuove Lire, la criptovaluta interna con cui si potrà spendere solo in Italia. Vorrei sapere chi è il Chief Economist di Federconsumatori e chi è il giornalista (che non si firma) che pubblica questa merda. 
Il secondo articolo viene dal Fatto. 
Un estratto:
Qui si parla di “moneta a corso legale” e si legge chiaramente che le “banconote” emesse dalla Banca centrale europea e dalle banche centrali nazionali costituiscono le uniche aventi corso legale nell’Unione. Il riferimento è, appunto, alle “banconote”, non ai “biglietti di Stato”.Trattasi di due fattispecie di “monetazione” differenti, se non addirittura antitetiche. 
Le banconote vengono tipicamente emesse da una Banca Centrale che le genera e le mette in circolazione iscrivendole al passivo del proprio bilancio. E inserendo all’attivo degli asset (in genere, titoli di Stato) ricevuti in contropartita dalle banche destinatarie del “prestito”. Il tutto secondo la logica della partita doppia propria del modello monetario “bancocentrico”. 
I “biglietti di Stato” sono invece moneta emessa – lo dice la parola – “dallo Stato”. A tal proposito, è alla Repubblica – troppi lo dimenticano – che l’articolo 117 della Costituzione riserva la potestà legislativa in materia di moneta. Il che fa il paio con un’altra elementare constatazione. L’Italia, ai sensi dell’art. 11 della Suprema Carta, non ha mai “ceduto” – non avrebbe potuto farlo! – la propria sovranità monetaria. Ha, semmai, “limitato” l’esercizio di tale sovranità con precipuo e circoscritto riferimento a quella peculiare forma di valuta “bancocentrica” che è l’euro. Non a caso, ai sensi dell’articolo 3 di Maastricht, alla Ue spetta l’esclusiva in materia di “politica monetaria” solo con riferimento alla moneta “euro”. 
Alla luce di un tanto, lo Stato è già ora nelle condizioni di emettere una moneta sotto forma di “biglietti di Stato”. Essi potrebbero rappresentare un mezzo di pagamento alternativo e complementare rispetto all’euro: volendo, anche “non” necessariamente a corso legale, bensì a circolazione fiduciaria e volontaria, entro il territorio nazionale; e tuttavia accettato dallo Stato per il pagamento delle imposte. (...) I “biglietti di Stato”, tra l’altro, sorgono fin dal principio, come “moneta positiva” non qualificabile come debito pubblico. Andrebbero, cioè, inseriti all’attivo del bilancio dello Stato. Lo conferma un paper del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 2016, meritoriamente individuato e segnalato dallo studioso di economia e finanza Stefano Di Francesco. Vi si legge testualmente: “Le attività finanziarie, quali risultano dalla nuova classificazione, comprendono quelle monetarie come la cassa (biglietti e monete)”.
Ok, l`'Italia ha potestà legislativa sulla moneta. Però l'Euro è basato su un trattato internazionale e se i miei ricordi di diritto pubblico sono corretti, i trattati internazionali battono tutto. 
"Biglietti dello Stato": bello. Quindi lo stato emette dei pezzi di carta. E vengono considerati un attivo. La mia mente di ragioniere vacilla un po'... poi si parla di "moneta positiva" che è un movimento abbastanza diverso - l'iniziativa Vollgeld in Svizzera cercava di far passare questo concetto, ma ha poco a che fare con questa proposta (in primo luogo non propone un sistema monetario duale - storicamente questi sistemi sono destinati ad andare a meretrici). 
A parte i dettagli tecnici: a chi giova tutto ciò? Qual'è lo scopo? Aumentare la massa monetaria? Perché? Su cosa si basa il valore dei "biglietti di stato"? Magari sulle azioni Alitalia posseduto dallo Stato? Oppure, se i biglietti di stato son asset allora perché non diciamo che anche i titoli di stato sono asset? Avete già insultato pesantemente la ragioneria, quindi non vedo perché mettere limiti. 
Non sono a prescindere contrario alle idee innovative: quando c'è stata l'iniziativa sulla moneta positiva in Svizzera ho preso un giorno di ferie e ho pagato per assistere ad una conferenza sul tema. E il tema era interessante, purtroppo secondo me non fattibile come proposta, ma almeno ha fatto discutere sul tema dell'emissione monetaria e sullo scopo. Qui invece si buttano insieme concetti a caso. 
L'articolo è firmato. Questo il profilo dell'autore (ho evidenziato in grassetto le parti più interessanti):
Francesco Carraro è  nato a Padova il 7 febbraio 1970. Si è diplomato al Liceo Classico ‘Tito Livio’, laureandosi poi in Giurisprudenza e in Scienze della Formazione all’Università di Padova.  Scrittore e avvocato, è  titolare di uno studio legale. Tiene corsi di comunicazione, gestione del tempo, public speaking e sviluppo personale. Scrive per il quotidiano LA VERITA’ diretto da Maurizio Belpietro, è editorialista del sito di economia e politica SCENARIECONOMICI.IT e curatore di un proprio blog su ILFATTOQUOTIDIANO.IT. E’ opinionista televisivo del programma di informazione di Canale Italia ‘Notizie Oggi’ e del programma radiofonico di Radio 1 RAI ‘Italia sotto inchiesta’ condotto da Emanuela Falcetti.
Nell’ambito della saggistica ha pubblicato, con FrancoAngeli editore, nel 2011  Gestire il proprio tempo – Imparare a pianificare la propria agenda e vivere meglio e, nel 2012,  I nove semi del cambiamento – Trasforma la tua vita con il pensiero e Convincere per vincere – strategie e tecniche di comunicazione persuasiva. Nel 2015 è uscito il libro-intervista, scritto con il giornalista Vito Monaco, Krisiko – sei un  giocatore o  una pedina? La via  d’uscita nel grande  gioco della crisi (con prefazione di Magdi Cristiano Allam) edito dalla casa editrice Il Torchio. Nel 2017 ha dato alle stampe il libro Post scriptum – Tutta la verità sulla post verità (con prefazione di Diego Fusaro e introduzione di Pierpaolo Maurizio) sempre edito da Il Torchio. Nel settembre 2018 ha pubblicato insieme a Massimo Quezel, con Chiarelettere editore, il libro SALUTE S.p.a. – La sanità svenduta alle assicurazioni, un’ampia e documentata inchiesta sulla deriva privatistica del sistema sanitario pubblico e sul declino del diritto, un tempo inviolabile, alla salute.
Ha esordito nella narrativa nel 2011 con la raccolta di racconti mistery Il bacio della cattiva notte per i tipi di Aracne editrice. Sempre con Aracne, nel 2012  ha pubblicato  la raccolta di racconti brevi Giorni minuti. Nel 2012 ha ideato e realizzato un format del tutto nuovo per il mercato editoriale italiano: il libro a puntate no-cost, free e accessibile a chiunque sul web. È nato così il romanzo mistery Il diario dell’apocalisse cronache della fine divulgato on line gratuitamente tramite il sito www.diarioapocalisse.it. Il successo dell’iniziativa ha portato  all’edizione e-book (Amazon) e cartacea (Aracne editore, 2013). Nel mese di novembre 2014 ha dato alle stampe, con Paralleo45 editore, il romanzo  Il Messaggero. Nel 2016 ha pubblicato il secondo romanzo mistery La Tela di Maya con Aracne.



Trollo o non trollo??

Oggi un'amica mi ha mandato il link a un bel gruppo su facebook: NO EUROPA. Nome accattivante, logo molto professionale, obiettivi chiari: 

- Uscire dall'Europa
- Uscire dall'euro
- Tornare ad avere una Sovranità Monetaria 





Ovviamente ci sono vari articoli informativi:




Convegni con studiosi di fama 



Proposte divertenti: cioè no all'Europa ma sì a Russia e Cina? Quindi cambiamo padrone da Angela a Vladimir (per usare le loro definizioni)?



Nostalgia canaglia... ho dato un'occhiata all'articolo ed è la solita solfa: mettere assieme numeri e analisi di parte senza aver capito molto bene come funziona la politica economica.



SI. PUÒ. FAREE!!! Basta chiedere agli inglesi... notare il commento sul Piave. Onirico.



E infine, non può mancare l'Orgoglione nazionale.

Mi intriga sempre notare che la gente che frequenta questo tipo di pagine e i complottisti hanno un uso un po' spregiudicato e casuale delle maiuscole. Mi chiedo come mai?

Comunque, ora mi prudono le mani e mi vien voglia di mettermi a discutere con questi. Ovviamente non andrei lì a fare il Professorone di Sinistra a spiegare come funziona il MES, il debito, la produttività, la geopolitica, ma mi presenterei come "abito in Svizzera e io ho La Sovranità Monetaria,è bellissima!" e poi porrei domande ingenue. Così, giusto per vedere qualche cortocircuito mentale. Ah, vorrei farlo come lavoro il Troll!






giovedì 15 novembre 2012

La Capra in ufficio

Ci sono capre e capre. C'è la capra-Sgarbi





C'è il capro espiatorio Malaussène.



In ogni ufficio c'è il collega che si sceglie di usare come Capro Espiatorio. Quello mio lo chiameremo da oggi Capra.



La funzione di Capra e di tutti gli altri Capri Espiatori è indispensabile nel duro ambiente lavorativo-impiegatizio. Per esempio il morale è basso, perché ci sono dei lavori che non vanno o il Capo che non fa quello che gli diciamo? Si va al bar e si sputtana alle spalle Capra. Fuori piove e fa freddo? Ci mettiamo a parlare male del Capra. È lunedì? Colpa del Capra.

Quando coi colleghi Slavko (il burbero balcanico che sbraita), Hrundi (il persiano svedese che parla sempre di figa) e Guglielmo (il giovine svizzero) siamo un po' scazzati parliamo male del Capra in sua assenza e ci sentiamo un po' meglio, perché non siamo noi capre.

Ovviamente questo odio ha una sua radice e i suoi validi motivi. Intanto il Capra cerca di fare il simpatico, ma si vede che finge e quindi non ci riesce. Parla tanto. Ed è, appunto, un po' capra, non essendo proprio un fulmine coi numeri, però per motivi oscuri fa carriera. Quindi c'è un po' di fastidio misto a invidia. Ma ci sono i lati positivi: oggi non era in ufficio e immancabilmente ogni discorso finiva in sputtanata dell'assente, con grasse risate quando Slavko passava a battute da portuale. Oggi è stata una giornata divertente in ufficio.

Spero che Capra non legga questo post. Nel caso sappi che non sto parlando di te.



ps: il video è tratto dal film Extension du domaine de la lutte
Se volete vedere qualcosa di deprimente, guardatelo, su youtube c'è il film intero con sottotitoli in inglese

giovedì 29 marzo 2012

Una trave nel Pagliaro

L'altro ieri è apparsa su svariati quotidiani italici la notizia di un raro intervento pubblico di Pagliaro, presidente di Mediobanca. Esso è apparso in un liceo e ha illuminato i giovani discenti.

La lettura è molto istruttiva e quindi mi premuro di segnalarvi alcuni passaggi significativi:

1 - Il Pagliaro dice che non esiste più il posto fisso. Ragazzo dalla platea risponde: "senza un posto fisso le banche non ti concedono un mutuo"
Risposta: "Nessuno ha il dovere di farti credito. Così come non esiste un diritto al credito, non esiste nemmeno il dovere di assumere".

2 - "se uno pensa di poter non lavorare la domenica è fuori dal mondo. Non riesco a credere che qualcuno di voi abbia un buon motivo per non lavorare la domenica"


3 - "Se pensate di lavorare per godervi il tempo libero cascate malissimo"


4 - "Il denaro che hanno le banche è dei clienti. Può essere prestato solo se si ha la certezza semi-matematica che verrà restituito"

Perfino un giornale non comunista come MilanoFinanza titola "Lezione di Pagliaro agli studenti. Da che pulpito" e sottolinea che nonostante esso sia contro il posto fisso è parcheggiato in Mediobanca da 31 anni da quando 24-enne uscì dalla Bocconi. Inoltre MF sul "diritto al credito" cita la reazione di uno dell'IDV che puntualizza come Mediobanca abbia erogato allegri finanziamenti ai peggiori imprenditori come Ligresti - e qui si parla se la memoria non mi inganna di cifre sul miliardo di euri - e negando il credito a famiglie ed imprese.


Alla lettura dei riepiloghi giornalistici il mio primo pensiero era "padrone fascista". Poi ho pensato al ruolo di Mediobanca nella finanza italiana, cioè quel ruolo di "salotto buono" o di cassa di compensazione. Come diceva il vecchio Cuccia "le azioni si pesano, non si contanto". Ricordo anche che il predecessore di Pagliaro era Geronzi e lo stesso Pagliaro con il suo compagno Nagel si è macchiato del crimine di aver messo Geronzi a capo delle Generali - Generali che controllano pur avendo solo il 15% delle azioni, ma questo con vari "amici", come appunto Ligresti che seppur concorrente aveva un importante 2% di Generali.

Mediobanca ha sempre avuto un ruolo importante nella finanza italiana (per leggere la storia consiglio il sito del prof. Pierre di Toro), ma il ruolo è stato di impedirne lo sviluppo e mantenere i rapporti di forza - l'ultima mossa è stata il salvataggio di Ligresti bloccando la possibile vendita di FondiariaSai a qualche gruppo straniero che avrebbe portato un po' più di competitività nel settore assicurativo italiano. Per salvare Ligresti ha orchestrato la fusione di FonSai con Unipol, cioè ha messo assieme due gruppi in difficoltà godendo anche di alcuni aiutini legislativi pur di evitare l'ingresso di "stranieri". E potrei continuare, ma il mio secondo più profondo pensiero era psicologico.



Guardo la foto e mi chiedo: che persona è questo Pagliaro? Ha lavorato 31 anni in Mediobanca scalando la gerarchia fino alla vetta. Ora guadagna sui 2.5 milioni di Euro all'anno. Da quello che dice e come lo dice compiango quelli che lavorano sotto di lui.

Ma quello che mi chiedo è: come vive? È felice della sua vita? Sua moglie è felice di lui? Ovviamente ognuno vive la vita che vuole, lavorando sabato e domenica e se vuole anche il Primo Maggio, inacidendosi coi lavativi che vogliono godersi il tempo libero preferendo invece orchestrare oscuri giochi di potere.  Uno che dice "Se pensate di lavorare per godervi il tempo libero cascate malissimo" si gode la vita o il suo unico godimento è il lavoro?

Io dico che il Pagliaro vede la pagliuzza nell'occhio altrui ma non si accorge della trave che gli stanno infilando nel deretano da oltre 30 anni.


Cercando la foto del Pagliaro mi è apparsa anche questa foto molto più solare che aggiungo per chiudere con un po' di ottimismo sull'umanità - si prega di comparare i sorrisi delle due foto.

mercoledì 23 novembre 2011

La semantica



Cito da Rep:

""Dire che sono parti offese - ha detto  l'ex premier -  è la più grande sciocchezza. E' molto peggio: sono vittime del Pm di Milano e del Gip che ha dato il via al processo. Il loro unico torto è stato avere accettato un invito a cena da parte del Presidente del Consiglio". Il Cavaliere si riferiva al fatto che ieri il tribunale aveva stabilito 3 che le 32 giovani ospiti a villa San Martino sono da considerarsi "parti offese".  Per Berlusconi "il danno lo hanno fatto i pm diramando i nomi delle ragazze, rovinando la loro reputazione" e sono i pm ad avere "una grande responsabilità"." 


Quindi andare a cena dal Presidente del Consiglio rovina la reputazione. Pensavo che dire di una che è una puttana fosse rovinare la reputazione. Ma io sono old fascion. La prossima volta che un PdC mi invita a cena ci penso due volte. Perché io ci tengo alla mia reputazione.

Dato che è tardi e non ho voglia di mettermi a dibattere con me stesso di semantica ho cercavo delle foto evocative che accompagnassero il verbo silviesco.



Adolf che dorme vicino ad una ragazza che lo guarda con dolcezza. Nel mio immaginario la ragazza rappresenta l'approccio a Silvio dei giornalisti italici.



L'ex ministro delle pari opportunità. Lei rappresenta molto di più. Lei è la Reputtazione. 




giovedì 5 maggio 2011

Carlà

Ho letto che la Bruni aspetterebbe due gemelli.
Sarebbe veramente divertente se nascessero neri.

Dopo il primo presidente americano di colore, il primi figlio nero del presidente francese. Alla faccia del concetto di "franco-francese".

lunedì 2 maggio 2011

A chi giova tutto ciò?

Uno se lo domanda quando riceve un file zip da 27 KB contenente un file word da 31 KB.

Per non essere accusato di maschilismo eviterò di evidenziare il genere del mittente.






(sì, è una donna)