Visualizzazione post con etichetta Cose che capitano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cose che capitano. Mostra tutti i post

martedì 23 marzo 2021

Bolle

 Viviamo indubbiamente in tempi interessanti.

Durante al rassegna stanca mattutina tra facebook e twitter mi sono imbattuto in questo grafico dei simpatici amici di Goldman Sachs. 

Hanno messo assieme le più grandi bolle speculative degli ultimi secoli dai soliti tulipani fino all'odierna bolla di bitcoin.

La nota a piè di pagina che hanno omesso: mancano le bolle di bitcoin del 2013 e del 2017.


Un'osservazione sulle banche: al momento stanno tra il FUD (Fear Uncertainty Doubt) e FOMO (Fear Of Missing Out). Conclusione: manco loro capiscono che cazzo succede.

Esempio: prima e dopo, ovvero cosa dicevano qualche anno fa e cosa suggeriscono oggi ai clienti. 



Esiste un sito molto utile che si chiama Violation Tracker e registra le multe comminate alle varie aziende. Per esempio questo è il track record di Goldman Sachs.

Il dogma bancario: le banche non sono istituti di beneficenza. Sono bravissime a guadagnare, ma non a farti guadagnare. E guadagnano tantissimo. Puoi ogni tot anni ti capita una crisi tipo 2008 e devono chiedere aiuto ai contribuenti, perché purtroppo i guadagni degli anni passati sono già stati spesi in bonus, champagne e battone. Capita.


giovedì 4 febbraio 2021

Er Drago

 Mi si chiedeva un editoriale sulla notizia italiana del giorno: caduta del governicchio e mandato a Draghi.

Che dire? Rispetto Draghi e mi ha finanziariamente eccitato col suo poetico "Whatever It Takes" condito dal "And Believe Me, It Will be Enough, Fuckers!".



Non sono mica l'unico - gli investitori parlano coi soldi e questa è stata la prima reazione misurata dal mitico SPREAD Bund-BTP. Questa è la misura della credibilità.

A proposito, avete notato che non si parla più di spread ogni giorno? Bello essere rimasti in Europa, no?


Però rispetto e credibilità non bastano, perché servono i voti. Questa immagine mi ha fatto ricordare quanto schifo hanno fatto le precedenti elezioni - la pandemia mi ha fatto dimenticare questo dettaglio. Minchia, 92 senatori dei M5S e 63 della Lega. Poi uno si chiede come cazzo siamo arrivati a questo disastro? Ma anche si rende conto che le prossime elezioni saranno peggio.




Quindi?

Boh. Vediamo se Draghi prende tutti per le palle e riceve la fiducia. Nel caso come riuscirà a far passare una qualsiasi leggina. Mistero. 

E allora? Elezioni? Le elezioni bloccano il parlamento e non è detto sia un male. Il problema è che il PD è un po' moribondo, M5S si sono dimostrati dei pezzenti, ma il loro pacchetto di voti lo tengono. Salvini pure ha dimostrato di essere un personaggio squallido, ma che je frega ai leghisti? Berlusca è ancora vivo, non so i suoi elettori. Poi ci sono i fasci della Meloni. E poi nella fogna il Merda toscano.

Dura la vedo.


giovedì 28 gennaio 2021

Le fobie

Con l'annuncio del semilockdown alla svizzera a dicembre mi ero ripromesso di scrivere un po' di più sul bloggo, ma il tempo vola, non vedo gente, ma faccio cose. 

Una piccola cosa che sto facendo con la Fabbrica è organizzare un incontro online sulle foibe. L'occasione è la (stupida) giornata del ricordo e la pubblicazione del libro "E allora le foibe?" - titolo che fa l'occhiolino alla Guzzanti junior - dello storico Eric Gobetti. Oltre a lui ho pensato di invitare un caro amico, anche lui storico, ma pure sloveno. 

Qui il volantino curato nei minimi dettagli:



Onestamente non è che mi va tanto di discutere dell'argomento, dato che ne so già troppo e penso che le foibe dovrebbe essere un piccolo paragrafo nei libri di storia. Purtroppo i fascistidemmerda sono stati più svegli della sinistra e ci hanno costruito sopra campagne elettorali e una narrazione che ormai è impossibile smontare. 

La cosa che da più fastidio è l'ignoranza della sinistra italiana sul tema. Perché quello che cerca di spiegare Gobetti sono i fatti storicamente provati. I fasci invece hanno inventato numeri, hanno fatto due film sponsorizzati dalla RAI che sono di pura propaganda e hanno monopolizzato il discorso. E la sinistra non ha fatto un emerito cazzo, a partire dall'incontro "pacificatore" tra il venduto paraculo* Violante e il fasciodemerda Fini. La sinistra è rimasta ferma, immobile, come un semaforo (cit.) incapace di reagire, preda della fobia delle foibe. 


Rimasi stordito

in silenzio
mi accorsi dolorosamente
che era davvero la prima volta
era la prima volta
che dubitavo
nel Socialismo



Due link utili per chi vuole approfondire il tema:

Vademecum

10 febbraio


* vi chiedete perché paraculo? Cito: 

«Se dovessi applicare i vostri criteri, quelli che avete applicato voi nella scorsa legislatura contro di noi, che non avevamo fatto una legge sul conflitto di interessi, non avevamo tolto le televisioni all'onorevole Berlusconi... Onorevole Anedda, la invito a consultare l'onorevole Berlusconi perché lui sa per certo che gli è stata data la garanzia piena, non adesso, nel 1994, quando ci fu il cambio di Governo, che non sarebbero state toccate le televisioni. Lo sa lui e lo sa l'onorevole Letta. A parte questo, la questione è un'altra. Voi ci avete accusato di regime nonostante non avessimo fatto il conflitto di interessi, avessimo dichiarato eleggibile Berlusconi nonostante le concessioni... Durante i governi di centrosinistra il fatturato di Mediaset è aumentato di 25 volte.»

domenica 1 novembre 2020

MAGA 2.0 #2

Appena letto un articolo in cui ben due gruppi di ricerca danno Donnie vincente. E niente, volevo solo informarvi che siamo fottuti.

Alcuni passaggi per i pigri che hanno il dito troppo pesante per un click:

Both groups of researchers say polling, the traditional questioning of likely voters, faces several hurdles in gaining an accurate picture of the electorate. They cite several issues, including difficulty in contacting a representative sample of voters because of the move from land lines to mobile phones; the fact that responders may not answer truthfully; and the fact that people who are polled may not vote. 

“These are serious statisticians,” Antonakis says of the pollsters, “but they have a very wicked problem to solve.”

Unreliable polling “is why we started to develop API's (application programming interfaces) for analysing what users do on the Internet in terms of searches,” he says. “These are small software packages that analyse, for example, what people really search for on  Google, Twitter and Facebook.”

The second Swiss-led research team, Antonakis and Jacquart, developed a computer programme to evaluate a candidate’s charisma – how appealing the person is to voters on a personal level.


Chissà come si sposterà al curva rossa nel grafico sotto nei prossimi anni?




mercoledì 28 ottobre 2020

40ena

 E da oggi siamo di nuovo in quarantena - mi sa che il post di ieri mi ha portato sfiga.

Già fatta una settimana in quarantena a settembre e ora di nuovo. 

Che dire? Bestemmie, ma always look on the bright side of life....


Tanto il lavoro già da due settimane si faceva da casa, da oggi i bar chiudono alle 23, ma io ho un bar fornito a casa. Avevo un appuntamento dal coiffeur, ma tanto a me piacciono i capelli lunghi. 

Per fortuna ho la mania di ordinare libri che poi mi guardano irritati dagli scaffali. 

Domani mi arriva il nuovo libro di Wim Hof, poi ho appena comprato Basic Income perché suggerito dal mio ex capo (uno che va in giro in Porsche, che faceva trader di derivati e ha fondato un hedge fund con gli amici - difficile chiamarlo comunistaccio), devo riprendere The Debt Myth e ho appena iniziato due libri in francese, uno di Fred Vargas e un romanzo che sembra molto carino oltre che essere stato un fenomeno letterario anche in Italia: "Changer l'eau des fleurs". Poi da finire Laundromat sui Panama Papers (boring, poche sorprese).



Quello che più mi interessa è Wim Hof, detto The Iceman. Personaggio scoperto questa primavera a fine lockdown. Un mito. Ne riparlerò un giorno. Un giorno farò anche un bagno ghiacciato. 

 



giovedì 16 aprile 2020

L'origine del virus

Oggi ho letto l'articolo della CNN che riporta la notizia che il virus sia "scappato" da un laboratorio di ricerca.

Aspettavo qualche news sull'origine, visto che 2 settimana fa ho visto per caso questo video (pubblicato il 1 aprile) che diceva la stessa cosa. L'autore vive in Cina e parla cinese e spiega le cose abbastanza bene. Mi stupisco che siano passate 2 settimane prima che un giornale serio l'abbia ripreso.



giovedì 2 aprile 2020

WeWork doesn't work




Non so se avete seguito la saga di WeWork. Esilarante.

Breve sommario: Adam Neumann è un bravo venditore e si inventa WeWork, cioè affitta o compra uffici (quindi impegni/debiti a lungo termine) e affitta a breve termini a startups, hipsters e millennials. Il tipo è riuscito a far passare l'impresa come tech company, creano community e simili buzzword.


Il tipo è un genio, quindi anche stravagante: faceva riunioni la mattina bevendo whisky, la sua idea di team building era bere shot di tequila, aveva un jet privato così poteva farsi le canne viaggiando. La storia è raccontata bene in questo articolo e quest altro.

La cosa interessante è che riesce a convincere Softbank a dargli vari miliardi. Infatti dall'altro lato c'è Masa Son che si è fatto un botto di soldi investendo in Alibaba. Poi ha continuato a fare buoni investimenti e ha creato il suo Vision Fund per investire in nuove tecnologie. Ha convinto tanta gente a dargli soldi e lui ha iniziato a scombussolare il mondo delle startup dando soldi a vagonate. Tipo che uno gli fa il pitch per 1 milione e lui chiede: "E cosa mi fai se te ne do 50??".

Son, SoftBank and His $100 Billion Blitz on Silicon Valley - Bloomberg


Masa-san si è invaghito del genio di Adam e lo ha riempito di soldi fino a portare la valutazione di WeWork a 47 miliardi di dollari. L'idea era di quotarsi ad un valore superiore, ma quando ci han provato non han trovato nessun fesso che la valutasse manco 10 miliardi. Ovvio. Qualsiasi ragioniere sa che se ti indebiti a lungo termine e incassi a breve, ovvero gli affittuari possono sparire da un momento all'altro, hai un grave problema di asset-liability matching. Ti puoi chiamare una tech company basata sulla community, ma la ragioneria se ne sbatte.

Dopo la debacle della fallita IPO, SoftBank decide di buttare altri soldi in questa fornace (5 miliardi) per comprare la maggioranza e per buttare fuori Adam (a lui un miliardo per andar fuori dalle balle).

Oggi leggo che Masa-san ha cancellato l'accordo. Mi spiace per il frikettone Adam, sembra una persona per bene

martedì 2 ottobre 2012

Teambuilding with Begbie

Rieccomi appena tornato dalla gita nel Sud della Svizzera con i miei colleghi di lavoro. Gita offerta simpaticamente dal donatore di lavoro.

Siamo una ventina. Ritrovo lunedì mattina. Alle 7.45. Di lunedì mattina. Già iniziamo male.

L'autobus almeno è molto comodo coi suoi sedili in finta pelle (o vera plastica?). L'autobus è spazioso con tanto di macchina del caffè di cui approfitto subito, cesso e dietro "sala riunioni" con un tavolo. L'idea del gran capo era di iniziare i vari dibattiti del teambuilding già durante le 3 ore di viaggio. Io mi siedo davanti e mi metto a leggere un libro - "Starter for Ten" di David Nicholls, autore di "One Day" - e dopo un po' mi appisolo. Ad un certo punto passa Slavko e chiede a Hrundi e al capo di andare dietro per discutere. Mi vede sonnolento e mi lascia stare. Arriviamo a destinazione senza ulteriori fastidi.

Entriamo nell'albergo e quasi subito andiamo a pranzo. Niente di speciale. Poi il momento fondamentale di teambuilding: giro in bici. Detto così e considerato lo spirito fantozziano del concetto di "teambuilding" uno pensa alla Coppa Cobram.





Per fortuna non era così grave: le bici erano bici elettriche.

Partiamo allegramente, tutti col caschetto tranne io e Hrundi. Noi del sud abbiamo la testa dura e non vogliamo rovinarci la pettinatura. Io resto dietro a ciacolare con la Cinese che arranca. Poi passo avanti e raggiungo il gran capo. Lo vedo sudato, rosso in viso e senza fiato. "Gran Capo, ma hai attaccato la corrente?"
Lui "puff... pufff.. non funziona!"
Io: "ma in che marcia sei? Devi mettere una marcia alta per far partire il motore"
Cambia e vede che funziona. Mi guarda con uno sguardo misto tra odio e gratitudine.

Ci fermiamo per un drink.

Torniamo al hotel. Doccia e poi alle 5 inizio dei dibattiti. La prospettiva del dibattito mi mette sete. Agguanto l'organizzatore (il nostro giovane svizzero, l'ultimo venuto del team dove siamo io Hrundi e Slavko) e gli sussurro "birra?". Sorride. Andiamo al bar del hotel e quello stronzo è chiuso. Protestiamo alla reception, ma niente. Merda. Alle 5 scendo e raggiungo gli altri. Il momento è importante perché aspettiamo Begbie.



Begbie è il nome con cui ora ufficialmente battezzo il capo del capo del mio capo. Cioè il capo del nostro dipartimento. Somiglia molto a Begbie di Trainspotting, ma non ha i baffi e invece di essere scozzese è tedesco. Però ha un po' lo sguardo da pazzo di Begbie. Infatti ho spesso l'impressione che i miei due capi un po' lo temono.




Begbie dovrebbe arrivare alle 6 per avere un dibattito aperto con noi schiavi. Allora il grancapo vuole prima istruirci, cioè dissuaderci da fare domande inutili, ma stimolandoci a fare domande "challenging". Cioè tradotto sarebbe: chiedete qualcosa, ma non fatemi fare figure di merda (paura). Passata l'ora di istruzioni ci attendiamo Begbie. Ma è in ritardo, arriva che sono quasi le 7, così la discussione si riduce ad un'ora scarsa. I primi minuti rischio di addormentarmi - a me le riunioni fanno questo effetto anche se sono le 7 di sera. La discussione è un po' pallosa, ma almeno Begbie non picchia nessuno. Finalmente si cena. Mi fanno scegliere il vino e su consiglio della Danese scelgo un rosso ticinese, il Merlot Sassi Grossi. Molto buono, è il primo rosso svizzero che apprezzo. Poi per sicurezza prendo anche un Brunello: se proprio devo fare finta di divertirmi almeno datemi una ragione.




 La cena passa veloce, poi pensavamo di andare al bar dell'albergo ma è già chiuso. Ci tocca richiamare il cameriere per avere un po' di grappe. Con le grappe e il gruppo ridotto è stato più divertente. C'era anche la Texana: collega che lavorava da NY, ma ora lavora da casa dal Texas. E lei racconta la vita di una newyorkese in Texas, ci racconta che il marito ha 6 pistole in casa e anche un bellissimo lancia granate. Che non usa per andare a caccia, ma per i botti di capodanno. Deve essere bellissimo vivere in Texas. La prendiamo abbastanza per il culo, ma è sportiva.

Il secondo giorno si parte con abbondante colazione e poi presentazioni di varia gente. Anche la colazione mi provoca un abbiocco terrificante. Cerco di far finta di ascoltare il più possibile. Per fortuna ho vicino l'unica collega figa ed è un motivo sufficiente per tenere gli occhi aperti.

Le presentazioni vanno per le lunghe e sforiamo. Arriva l'ora pranzo. Scendiamo in città e il ristorante italiano è alquanto soddisfacente: burrata per antipasto e poi spaghetti ai frutti di mare. Ciò mi basta per farmi felice. Torniamo su per l'ultima oretta di cazzate e va via liscia. Per motivi di tempo riesco anche a saltare la mia presentazione su un'iniziativa totalmente inutile a cui partecipo come volontario in forma di protesta (discorso complicato, magari ci torno un giorno, ma sarebbe da spiegare prima il mio odio per un collega paraculo).

Durante il ritorno in bus secondo il gran capo dovremmo concludere il discorso non finito prima (obiettivi dell'ufficio per il prossimo anno), ma come all'andata mi immergo nel libro (quasi finito) e mi addormento per buona parte del viaggio.

Fanculo i teambuilding. Purtroppo hanno detto tutti che è stato molto utile e bello e che dovremmo farne uno all'anno e anche più. Ma sta gente non ha una vita fuori dal lavoro? Perché questo bisogno di andare in giro coi colleghi? Non hanno amici? Devono per forza scroccare una gita al donatore di lavoro? Per me l'accordo era: "io vengo in ufficio, faccio le mie ore e poi a fine mese mi pagate". Non mi serve che mi portate in vacanza, quella la faccio da solo. Se vi avanzano soldi dateli in beneficenza come proposto da Slavko quando si è iniziato a parlare di questa stronzata.

L'anno prossimo devo organizzarmi meglio per sabotare questi eventi o evitarli accuratamente. Per fortuna domani si va in ufficio. Forse questo è lo scopo: farmi apprezzare di più il tempo passato in ufficio.

mercoledì 12 settembre 2012

Fottuta tecnologia



 I lettori più attenti ricorderanno il recente post musicale su quel fantastico gruppo chiamato The Vagabond Stories.

Bello.

Dopo anni ho comprato un cd originale.

Bel disco. 

Con tanto di copertina in seta fatta a mano.

L'ho ascoltato spesso.

Ma.

Cazzo.

Da domenica a mercoledì senza toglierlo dal lettore non posso averlo rigato.

Perché sta già saltando ed è diventato inascoltabile?

Fottuta tecnologia!



Mi sa che lo devo scaricare, tanto era a gratis. Benedetta tecnologia!

sabato 3 dicembre 2011

This Must Be The Place


Come scrive lì a destra -->


I may not have gone where I intended to go, but I think I have ended up where I needed to be.

- Douglas Adams


Ieri vidi il nuovo film di Sorrentino "This Must Be The Place" con un grande Sean Penn che sembra un depresso Robert Smith.



Serve dire "depresso" vicino a "Robert Smith"? No. Però ha fatto anche qualche canzoncina allegra.







Il fim mi è piaciuto - direi quattro palle su cinque se fossi un critico cinematografico. Visto che non lo sono mi astengo da commenti sulla trama, i rimandi, le citazioni ecc...


Visto che non sono un esperto delle teste parlanti non avevo colto la citazione del titolo a questa canzone:




Rifatta da vari gruppi:


 




 Già che ci siamo metto anche questa dei Talking Heads

 



Ieri gli astanti mi hanno chiesto chi è Sorrentino - visto il suo nome italiano, io dovevo saperlo. Ho detto "è un regista che ha fatto dei film, ma non mi ricordo quali, ma so di non aver visto nessuno. In compenso ho letto un suo libro". Mi guardano strano. "ma non è un regista?" mi chiedono.
"Sì, ma un'estate non aveva un cazzo da fare e si è inventato la storia di Tony Pagoda, cantante melodico napoletano amante della coca che scappa in Sud America".

Il libro è Hanno tutti ragione. Non è un capolavoro, ma lettura passabile con delle scenette simpatiche.

"Tonì, è molto semplice. Il mondo si divide in due parti, come una pesca che apri a metà. c'è una metà di nazioni che abbassa la testa e si mette a produrre: siderurgia, tessile, pizze di scarola, tutto quello che vuoi tu, insomma. In pratica parliamo di quella metà del mondo che prende mezza pesca, ne scova il seme, e ci ricava una coltivazione di mille ettari. L'altra metà cosa fa? Prende la mezza pesca e se la mangia. L'altra metà non fa un cazzo dalla mattina alla sera. L'Italia rientra maestosamente in questa seconda categoria. (...) E cosa fanno durante tutte queste situazioni? Chiacchierano. Sono condannati a chiacchierare. Non sanno fare altro. Comincaino col più e col meno e si annoiano. Poi parlano della figa, ma anche questo argomento giunge dopo poco a conclusione. (...) e allora cosa si inventano? Si mettono a complottare. Decidono di fare il culo una volta a uno una volar a un altro e, così facendo, finalmente, occupano la giornata e possono coricarsi sereni. Hai capito adesso? Come nascono i tanti misteri italiani? Nascono perché noi non ci abbiamo un cazzo da fare."

Ora vado a procacciarmi del cibo alla Coop.

Schöne Wochenende!








giovedì 24 novembre 2011

Valori

Arriva la fine dell'anno e il mio donatore di lavoro vuole sentire la mia opinione. È iniziato qualche settimana fa con il "sondaggio sull'impegno degli schiavi" dove dobbiamo rispondere a varie domande per dimostrare quanto siamo attaccati all'Azienda, quanto ci piace lavorare per l'Azienda, quanto ci consideriamo fortunati a lavorare per l'Azienda.

Purtroppo nel sondaggio dell'anno scorso la mia Area si è auto-valutata come la meno impegnata, meno felice e meno considerata. Quindi il capo dell'Area ha lanciato un programma per instillare i Valori dell'Area. Sono 6 Valori. E dobbiamo fare anche dei corsi per imparare ad applicare i Valori nel lavoro di ogni giorno (non scherzo). Abbiamo anche una brochure di qualche centinaio di pagine dove sono descritti i Valori e come applicarli. Una specie di Bibbia.

Poco tempo dopo anche l'Azienda ha lanciato i Valori Aziendali. Che sono 5. Ci hanno mandato anche un santino con sopra scritti i Valori. Così si può tenere nel portafoglio e averli sempre a portata di mano. Una volta ho provato a pagare una birra con i Valori, ma no, volevano Franchi.







Ah, ovviamente questi 5 Valori Aziendali sono diversi dai 6 dell'Area, quindi ora abbiamo 11 Valori a cui obbedire. Con tutti questi Valori ci sentiamo tutti molto più ricchi.

Oggi è arrivato un altro sondaggio nell'Area dove bisogna valutare la collaborazione con gli altri Dipartimenti e valutare come come seguono i Valori dell'Area (non quelli Aziendali, attenzione). Bene, fatto.

Poi c'è l'annuale valutazione. Tra poco devo farmi l'Autovalutazione e poi discuterla col Capo. Inoltre sono stato estratto a sorte per valutare il Capo - non se è bravo o meno, ma come applica i Valori (quelli dell'Area, non quelli Aziendali). I Capi vengono valutati dal loro Capo, da 2 pari-grado e da due schiavi. Dato che siamo in 4 avevo il 50% di probabilità di essere estratto. Che culo.

lunedì 21 novembre 2011

Un po' d'ottimismo e tanto fastidio

Quando vedo un politico triestino di sinistra commentare sulla sua paginetta FB:

Soddisfazione per la crescita di Izquierda Unida in Spagna e anche degli indipendentisti baschi di Amaiur...

mi girano un po' le palline. E prontamente ho reso edotto l'autore della mia opinione. 

Ma dico io, si è accorto che ha vinto la destra? Ha idea di quanti governi di destra ci sono in Europa? Aiutino qui sotto:

Immagine da Non Leggerlo, ma tratta dal Guardian.

Festeggiamo 11 deputati di IU contro i 185 del partito destrorso? Gran peso avranno!

È il solito atteggiamento del "basta che guadagniamo noi e perda l'altra sinistra più o meno di sinistra". Solite lotte interne. Solito metodo Tafazzi. E solito fastidio cane. Cosa diceva Moretti sul fatto che non si vincerà mai? Lo so che sono critico e rompiballe, ma FB è un posto pubblico e dico un po' quello che mi pare. Tanto il politico di cui sopra di norma non si degna di rispondere.

Ma il lunedì odierno è stato anche un po' positivo, perché sono andato alla Fabbrica di Nichi a Zurigo. Gruppo interessante, molto attivo e il ritrovo è in un bel posto molto retrò. Ne riparleremo se mi entusiasmerò.   

Ora brindiamo tutti assieme alla vittoria di Izquierda Unida. E poi guardiamo la mappa sopra.


mercoledì 21 settembre 2011

post di presenza

Ultimamente ho trascurato il povero bloggo - come sempre faccio cose, vedo gente - quindi oggi scrivo un postino veloce giusto per rassicurarvi sulla presenza in vita.

10 giorni fa andai a Brussels a bere birra, mangiare cioccolata, French fries - piatto tipico belga, ma visto che sono modesti le chiamano francesi... La gita fu gentilmente offerta dal donatore di lavoro per andare ad un corso di tre giorni su quelle bellissime cose che faccio sul lavoro. Fortunatamente il corso era vicino alla famosa birreria A La Mort Subite dove passavo ogni sera a degustare nuove birre. La migliore che ho provato è  la Chouffe. E dato che il corso iniziava lunedì, ho approfittato per fermarmi il weekend.

Questo weekend avevo un ospite da Praga, ieri invece ho organizzato una cena da me e ho fatto un filetto alla Wellington. E una cheese cake. Il tutto condito da spritz aperol, vino toscano e Champagne francese. Dovrei chiedere di fare una job rotation in mensa.

E venerdì partisco. Gita Portogallo-TS-Boemia. 2 settimane. Per festeggiare il primo anno di lavoro in terra elvetica.

Comunico inoltre che sarò disponibile per brindisi celebrativi triestini dal 1 al 5 ottobre. Dio vi benedica.


 

martedì 28 giugno 2011

Impeti di ribellione

In un impeto di ribellione verso il sistema capitalistico-imperialista svizzero oggi sono andato al lavoro senza cravatta.

Sticassi!


Perché svegliarsi alle 6.45 e premere il tasto "snooze" della sveglia del telefonino fino alle 8.30, alzarsi e vedere il Capitano in cucina con un Havana cola in mano che mi fa "te vol un cafféééé?" non invoglia a mettersi una cravatta intorno al collo.

Per la precisione e per evitare incomprensioni: il Capitano non è che si sveglia e si beve un Cuba libre, ma era la sua ultima (?) bevanda della serata...

I need holiday...

Oggi sarà una lunga giornata...

mercoledì 22 giugno 2011

Il mattino ha la birra in bocca

Stamane, come ogni giorno, scendo dal treno, estraggo il badge, lo passo sul lettore, bip, entro e mi dirigo verso la caffetteria interna. Come al solito alle 8 di mattina non sono di umore giocondo.

Mentre il liquido che sveglia scorre nella tazza usa e getta vedo che tra la folla assetata di caffeina l'Australiano che lavora nell'ufficio attiguo al mio. Tipo simpatico - i canguri sono di norma simpatici e bevono tanta birra. Però non battono i cechi. Rivolgo un silenzioso cenno di saluto e lui ricambia. Anche lui non pare un tipo mattutino. Andando via con la tazzona di cartone piena di liquido marrone vedo che ha una tazza vera. Guardo e c'è la scritta:

THIS BEER TASTES FUNNY.

Stavo per fermarmi, buttare il caffè, andare da lui e dirgli "Ma cosa ci facciamo qui? Smettiamola con questo teatro, togliamoci queste cazzo di cravatte dal collo, leghiamole attorno alla testa e andiamo al pub di fronte a farci una BIRRA!"


lunedì 30 maggio 2011

domenica 15 maggio 2011

disfunzioni

Finire la serata, prendere il primo tram, arrivare a Bellevue, vedere la 9 passare davanti, notare che la 8 porta a Bahnhof Wiedikon (1 fermata prima della mia), prendere la 8, perché la 9 passa tra 11 minuti.

Soddisfatto di me mi adagio su una poltrona. Sento scorrere le fermate. A Ward  (una fermata prima di Bahnhof) vedo che ci sono dei frikki davanti ad un locale alternato - quasi esco, ma mi trattengo. Ma no, vaedo a casa, mi dico.9 pass
Bom, resto sul tram.
Ma ci resto un po' troppo.
Direi che non ho sentito la fermata.
Ed ero l'unico.
perché il tram andava avanti.
E quando passa la stazione ed entra in una specie di hangar inizio ad intuire che forse non dovrei essere li.
Allora mi alzo, mi dirigo verso il conducente che sorpreso mi nota con un espressione "che cazzo fai qui, ubriacone??"
E non sono neanche tanto ubriaco.
Spiego:
a) che non parlo tedesco
al che il simpatico conducente già si rilassa - forse gli autoctoni che gli si addormentano nel tram sono più dispettosi
b) spiego che non si è fermato alla fermata
c) mi spiega che si fermò ma che alcuno prenotò la fermata;
d) dissi che forse mi capitò di non sentire l'annuncio;
e) amici come prima
f) "scendi e vai fuori a destra"

Ok, scendo, esco, vado fuori e prendo la 9 per un pelo - quella che non volevo aspettare a Bellevue.
Ma comunque sono soddisfatto della scelta: invece di aspettare per minuti infiniti ho visto dove vanno i tram quando finiscono il giro alla Bahnhof. Istruttivo. Un po' come vedere dove le anime vanno dopo la morte.