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martedì 23 marzo 2021

Io vegano. O quasi.

Una delle mie passioni è il cibo. Visto che sono democratico mangio anche roba vegana.

Qui vicino a casa ho un bel negozio vegano gestito da una coppia di lesbiche in pensione e quando vado a far spesa ne approfitto per fare conversazione in tedesco. Hanno il miglior kimchi di Zurigo, steak tartare vegetale e robe strambe: l'ultima volta ho comprato tonno finto e uova in polvere. Ancora da provare. 

Vicinissimo a casa ho un negozio di torte vegane. A me piacciono molto ma non credo siano proprio dietetiche.




Altra cosa buona è il finto pollo zurighese, Planted Chicken, fatto con piselli. Niente di eccezionale, ma sostituisce il petto di pollo. Non si può pretendere troppo.

Poi c'è il famoso Beyond Meat burger che trovo buonissimo. Unico problema: prodotto in USA e importato qui, quindi l'impronta ecologica non è proprio piccola. Recentemente ho provato burger finti svizzeri di Green Mountain: buoni ma Beyond è meglio, anzi oltre.

L'ultima notizia esplosiva in tema di carne finta è Juicy Marbles. Primo steak finto. Inoltre è MADE IN SLOVENIA!! Non potevo non ordinarlo - al modico prezzo di €120 per 600 grammi di "carne", ma bisogna supportare i giovani imprenditori sloveni. Attendo con ansia la spedizione.



Qui il video.

E chi vuole essere informato consiglio la newsletter FoodHack.

Però la domanda è: come mai Zurota mangia roba vegana? Da una parte curiosità culinaria. Poi considerazioni ecologiche visto che produrre animali ha un elevato costo ambientale e quindi mangiare pollo di piselli o filetto di soja aiuta un pochino l'ambiente.

Infine bisogna prepararsi al futuro: presto avremo la carne vera prodotta in laboratorio. Tra qualche anno secondo me mangiare carne sarà una cosa rara, tipo mangiare il caviale. Una prelibatezza da preparare in occasioni speciale. Quindi tanto vale prepararsi. 





sabato 25 aprile 2020

I miei due blog culinari preferiti

Siete chiusi in casa?
Vi state annoiando?
Non siete ingrassati abbastanza?

Oggi vi propongo due blog culinari, così potete ispirarvi per provare nuove ricette.

Il primo è un blog irlandese pluripremiato: One Man's Meat di Conor Bofin. Per prima cosa, le foto sono fantastiche, la scrittura divertente e le ricette a volte esotiche, a volte tradizionali. Ovviamente la carne è la protagonista principale. Infine usa spesso la cottura sous-vide, mio pallino degli ultimi anni.

E questo mi porta al secondo blog, che è da un bel po' il mio blog culinario preferito. In effetti, ho scoperto il primo blog proprio grazie al secondo.

L'autore è Stefan ed è olandese - già vedo le vostre facce italiane schifate dal fatto che vi propongo cuochi non italiani. Magari un francese vi andrebbe bene, ma olandese o irlandese? Siete i soliti prevenuti sciovinisti.

Proprio questa settimana ho fatto una lasagna con asparagi bianchi ed era buonissima, anche se preferisco quelli verdi, specie i selvaggi. 



Oltre a questa ricetta, trovo fantastico il suo vitello tonnato, tutto sous-vide. In particolare, la salsa è spettacolare, con tonno fresco e uova, entrambi cotti sous-vide.

Poi tra le ricette più interessanti ho fatto coda di rospo alla parmigiana, poi ci sono varie ricette e le istruzioni per fare ravioli e molto, molto altro.

In particolare, mi piacciono i suoi esperimenti sous-vide, per esempio se merita salare il pesce prima, oppure le temperature e tempi di cotture del manzo o porco.

Infine, il bravissimo Stefan è pure un esperto di vino. Cioè, non solo esperto, ma è un "vinologo" diplomato, quindi suggerisce vini da abbinare alle ricette, ma non solo. Come a me anche a lui piace organizzare food-wine tasting, ma ovviamente lui è più avanzato ed organizzato. Un paio di post sono stati estremamente utili per migliorare l'organizzazione e l'abbinamento, dato che spiega bene sia la scelta dei vini (prima fase), i cibi da abbinare (seconda) e anche l'organizzazione della serata.

Leggetelo e ingrassate!

domenica 3 aprile 2016

Cevapcici

Come ho già scritto svariate volte, adoro il mio quartiere Wiedikon. Già entro un raggio di 100 metri il quartiere offre già parecchie cose:
- il miglior bar del quartiere e del mondo: Bonesklinic
- un ristorante con una stella Michelin: Maison Manesse
- il famoso macellaio Keller con le pubblicità simpatiche
- un Brocki (negozio di articoli di seconda mano)
- una piccola Coop
- un negozio turco chiamato Alima.

Il turco offre frutta e verdura di qualità, molto meglio della Coop o Migros. Inoltre l'altro giorno ho visto nel freezer i Domaci Cevapi. Sono pure certificati Halal - infatti sono fatti di manzo e pollo.




Inoltre vendono vari tipi di Ajvar. Questo, extra-scharf, era veramente piccante.


Per la birra c'è poca scelta e per trovare la Brew Dog devo andare alla Coop grande a 7 minuti di distanza da casa. Però si trova sia la Punk IPA che l'ambrata 5AM Saint. Per chi non conoscesse ancora Brew Dog segnalo un recente articolo del Guardian. In poche parole è un birrificio fondato qualche anno fa da due testardi scozzesi stufi di bere piscio spacciato per birra. Sono partiti con un prestito bancario e comprando un capannone dismesso. In un paio d'anni hanno avuto un gran successo. Interessante anche l'aspetto finanziario: hanno fatto un round di crowdfunding e poi nel 2015 hanno fatto un secondo round vendendo azioni direttamente sul loro sito internet puntando a raggiungere 25 milioni di sterline. Nel mentre hanno anche emesso un prestito obbligazionario su una piattaforma di crowdfunding. I fondi li stanno utilizzando per ampliare la produzione, per costruire un birrificio in USA e per lanciare la produzione di vodka, gin e whisky.

L'attuale vendita di azioni si chiude a fine aprile - bastano 95 sterline per diventare azionisti (disclaimer: non ho resistito e ora sono un socio orgoglioso).
 


Dato che sono raffreddato, ieri ero a casina solo soletto e per consolarmi ho stappato una 5AM e mi sono fatto i cevapi con patate al forno, ajvar, cipolla e avocado (l'avocado sta bene con tutto).


martedì 29 marzo 2016

Gratin

Tempo fa feci una ricerca su come fare il gratin dauphinois. Sembra facile ma esistono innumerevoli versioni. C'è chi mette alloro e timo, chi aggiunge le uova (!), chi formaggio. La versione originale francese sembra prevedere di bollire le patate nel latte. 

Dopo vari studi e un paio di tentativi sono arrivato a questa conclusione franco-svizzera:

Patate circa 2kg - prendere patate adatte al gratin - ovvio
Latte 1 litro
Panna 3 decilitri
Aglio 5 spicchi
Gruyère 150 grammi
Burro quanto basta
Sale poco
Pepe non tanto
Noce moscata a piacere

Procedimento: pelare le patate e poi affettarle sottilmente con una mandolina. Non mettere le fette in acqua che toglie l'amido che serve a mantenere il gratin compatto.

Nel frattempo bollire il latte con l'aglio, sale, pepe e noce moscata.

Nel fra-frattempo grattugiare il Gruyère.

Quando il latte si raffredda togliere l'aglio e aggiungere la panna. Mescolare docilmente.

Su una teglia imburrata iniziare a comporre il gratin appoggiando le fette di patate leggermente sovrapposte. Cospargere di Gruyère. Versare un po' di latte con panna. Salare e pepare (poco). Continuare fino ad esaurimento degli ingredienti. Sull'ultimo strato oltre a Gruyère e latte buttare un po' di burro - per non rischiare di avere un piatto troppo leggero. 

Mettere in forno che avete nel frattempo scaldato a 180 gradi e lasciare fino a quando forma una bella crosticina non troppo carbonizzata (da 45 a 60 minuti o più, non ho mai cronometrato, in fondo il tempo è relativo...mentre aspettate preparate la carne per il contorno).



martedì 22 marzo 2016

Primavera e nuovi post

Ispirato dal pomladni blog mi è tornata la voglia di scrivere cazzate. Come il blog ispiratore, i prossimi post saranno dedicate alla bella stagione, all'edonismo (bar, ristoranti, cene, merende) e come al solito alla stupidità. Enjoy!

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Per festeggiare l'inizio della primavera (e l'anniversario), lunedì ero a cena con la mia bionda metà al ristorante Riviera, nella zona fighetta di Zurigo.

Sommelier arriva al tavolo e mi fa "io ti conosco". Era Franco. Avevamo fatto il corso di barman assieme 3 anni fa. Lui ha perso 15 kg nel frattempo. Io ne ho trovati un po', invece.

Ristorante piccolino, menu breve ma sfizioso. Dopo un Franciacorta Saten abbiamo optato per menu degustazione di tre portate con vini abbinati seguito da dessert. 

Antipasto: insalata di carciofi con melograno e parmigiano. Originale e gustoso e ben abbinato col vino.
Primo: filetto di cernia su letto di couscous.
Secondo: capretto con patate novelle e asparagi.

Dessert: cannoli decostruiti con Marsala in abbinamento.



Ambiente: ben arredato, dato che era lunedì c'era poca gente. 
Location: Seefeld. La zona fighetta che ovviamente non mi piace. 
Servizio: presente e molto professionale. Però parlava in italiano a me e quindi la bionda era un po' esclusa dalla conversazione.
Cibo: ottimo. Abbinamenti originali (insalata), capretto delizioso, dessert stupendo
Bevande: abbinamenti molto ben riusciti, in particolare per l'insalata di carciofi (il carciofo è bastardo coi vini per colpa dei tannini). 
Voto: 4.5/5 

giovedì 16 ottobre 2014

Bra-bra-bra-Brasato parte prima


Bra?


No bra!

Brasato!

Era da tanto che volevo rifarlo. Ho consultato i miei libri sacri (4 libri di Allan Bay, L'arte del menu, Il Cucchiaio d'Argento, Artusi, Marchesi...) e vari siti internet. Oserei dire che sull'argomento la dottrina non è concorde, quindi ho fatto come nella Casa delle Libertà - come cazzo ci pare.



Ad esempio Allan Bay dice che non serve marinare, ma a me l'idea piace, quindi marinai. Dice anche che non è fondamentale usare il Barolo. Concordo, visto il costo delle bottiglie e il fatto che un buon Barolo andrebbe bevuto a 10-20 dalla vendemmia per ammorbidire i tannini (notare il linguaggio eno-aulico). Ho pensato di usare Primitivo, Syrah, ma poi ho optato per un Chianti DOCG. Vedremo, disse Ray Charles. Il Barolo lo useremo come contorno liquido alla cena.

Per prima cosa ho ordinato 2.5 kg di mucca muscolosa alla macelleria sotto casa. Sì, proprio quella che si promuove con la foto della ragazza che ama il bratwurst che ho rubato come immagine simbolo di Zurota.

Ho messo la carne in ammollo per una notte con carote, sedano, cipolle, aglio, erbe (timo, salvia, rosmarino, basilico), pepe in grani, chiodi di garofano, ma ho dimenticato la stecca di cannella.



Il giorno dopo ho cominciato a cucinare. Prima cosa si recupera la ricetta di Allan e si ripassano i passaggi chiave. Si prepara un Negroni per stimolare la creatività (3/10 Campari, 3/10 Martini Rosso, 3/10 Gin che diventano 4...).



Indi ho filtrato il vino della marinatura e l'ho bollito per circa 3 minuti per eliminare l'alcol (tecnica-Bay). Ho sbollentato la cotenna della pancetta per circa 10 minuti. Intanto ho rosolato la carne nel burro nella mia fantastica pentola in ghisa  Le Creuset (un gran investimento la pentola).




Dopo un'adeguata rosolatura ho aggiunto due cipolle, un po' delle verdure marinate, la cotenna sbollentata, coperto col vino bollente e aggiunto un mazzetto guarnito. Portato a bollore e lasciato cuocere a fuoco bassissimo. E lì e ci stara per almeno 4 ore. Domani si mangia.




lunedì 31 marzo 2014

Me lo chiede Esther



Conoscete Esther the Wonder Pig? È una maiala adottata da una coppia maschia. Ed è bellissima. Mi viene voglia di avere un animale domestico.


 Comi ha segnalato la mia vegana preferita Natasa, Esther sponsorizza l'US Veg Week. Si tratta di fare una settimana vegetariana tra 21 e 27 aprile. In quella settimana sarò a Trst, quindi mi risulta impossibile. Ergo dedico questa settimana al vegetarianesimo. Qui sotto mi segno il menu.


Lunedì: colazione fragole e prugne. Pranzo insalata mista grande (carote, insalata verde, cetrioli, un paio di grammi di feta) e verdure cotte (lenticchie, fagiolini). Cena insalatona (carote, pomodori, insalata verde, fagioli, avocado, semi di lino). Spuntino davanti tv: semi di girasole.

domenica 23 marzo 2014

Enogastronomia in Korea

Se avete visto prima il post precedente avrete notato l'assenza di immagini di cibo e bevande e ciò potrebbe avervi preoccupato. Tranquilli.

Anche lì ci sono dei bar



C'era pure l'amico Max in forma liquida


Ho provato strani miscugli


Trattasi di Hoegaarden con Guinness. Non male, ma niente di eccezionale.


In quel bar ci hanno anche offerto delle patatine. Bar simpatico. Ci siamo arrivati dopo aver bevuto una birra in un caffè e aver chiesto al giovane barista dove si poteva andare a sbevazzare. Il tipo ha preso la macchina e ci ha portato nella zona dei bar. Dove dopo svariate birre il barista ci ha offerto cibo...



Un'altra sera siamo finiti in un locale a GanGnam con musica dal vivo e abbiamo visto due concerti.

Bar

Cantante che, come il cantante del gruppo precedente, per fare il ribelle si versa dell'acqua in testa. Usanze locali.


Band 


Chitarrista smunto.



Alcuni locali sono tourist-friendly.



Mercato del pesce a Seoul - fantastico! Enorme! Pieno di pescetti freschi.



Questo uno dei piatti che abbiamo mangiato.


Sashimi: abbiamo scelto il pesce nell'acquario in uno stand e poi siamo andati in uno dei ristoranti. 


Come antipasto abbiamo mangiato octopus vivo. Delizioso, anche se strano, visto che i tentacoli continuano a muoversi...


Qui si vede meglio il movimento.



Ho visto anche un paio di mercati.


Anche lì adorano il porco nelle sue varie manifestazioni




Alcol: ai coreani piace e molto. Qui la lista dell'Ozone bar, baretto vicino al hotel a Seoul. Potete notare dal menu che vendono bottiglie. Di superalcolici. Da quanto dice l'amica locale si usa.


Nello stesso locale c'è un orologio sul soffitto. Molto utile quando si perde l'equilibrio e si cade dalla sedia.


Altra invenzione utilissima: il bottone sul tavolo per chiamare i camerieri. Da importare.


Il bar è molto rock.


L'octopus in un'altra forma. Sempre buono.


Pubblicità di una macelleria.


Altro mercato.




Colazione.


Scritta in un café.



Entrata della strada dell'anatra, dove ci sono ristoranti famosi per la zuppa d'anatra. Si dice sia molto utile per curare i postumi di sbronza, purtroppo non l'ho assaggiata.





Ancora octopus.



Mercato.

La prima sera siamo andati in questo ristorante. Scelto due piatti a caso, dato che il menu era solo in coreano. La cuoca è venuta a spiegarci come si mangia. Già all'inizio il primo problema: ci portano i piatti ma non le posate. Scopriamo il segreto: c'è un cassetto sotto al tavolo dove sono riposte le posate...



Cheers!




...e dopo tutte queste mangiate e bevute bisogna provare il cesso tecnologico...