venerdì 2 maggio 2014

FanCracco

Oggi ho avuto l'ispirazione di fare la crostata al limone, ricetta tratta dal libro di Cracco. Era da tanto che volevo farla, dato che la foto nel libro è molto lussuriosa:






Per pigrizia ho comprato la frolla e poi ho fatto la crema. Che però dopo alcune ore in frigo sembra terribilmente liquida.

Chiedo al amico Google e trovo questo post dove si vede che qualcuno aveva lo stesso problema. E alla fine ha capito: c'era un refuso. Mancava la colla di pesce... Quindi nel libro ho aggiunto a penna: "aggiungere 10g di colla di pesce e un sonoro fanculo".



sabato 19 aprile 2014

Santo Edonismo del Venerdì

Per festeggiare degnamente il periodo pasquale, cosa fare di meglio se non bere & mangiare?


Si parte con un prosecchino Conegliano Valdobbiate. Dato che è stagione di asparagi e ho scoperto che gli asparagi accompagnano bene le bollicine ho fatto dei tramezzini aperti con crema di asparagi.


Avevo un barattolino di paté di fegato d'oca che si accompagna benissimo con l'Essenzia, un vino delle Dolomit. Le uve si raccolgono a fine novembre/inizio dicembre quando i grappoli sono già attaccati dalla muffa nobile e la temperatura è già sotto zero. A parte che con il paté d'oca va anche bene con gorgonzola piccante o formaggi simili, dolci secchi e crostate. Ma è anche un ottimo vino da meditazione e da incontro. 
Alcool 9,5%.


Per proseguire coi bianco si è optato per un Roero Arneis. Vino dal colore giallo paglierino, presenta intense note fruttate e floreali, in particolare frutti esotici e mela, che in bocca si accompagnano ad una buona corposità, persistenza ed equilibrio.
Si abbina ad antipasti, io ho scelto la freschezza di crostini con avocado e mozzarella di bufala, con un filino d'olio, poco peperoncino e fleur de sel.
Alcool 13,5%


Il Verdicchio 2008 Le Giuncare aveva un bel colore giallo paglierino intenso.
Profumo: Fine, nitido, con sfumature di frutta tropicale di eccellente densità.
Sapore: Sapido, pieno, morbido, di notevole lunghezza e complessità. 
Un tale bianco invecchiato si sposa bene con qualche pesce gustoso. La scelta è caduta su un'insalata di patate e polpo.
Alcool 13,5%



L'ultimo bianco era il più particolare, un bianco fatto come il rosso e senza aggiunta di solfiti: Solata Cardinali, prodotto principalmente da uve malvasia e sauvignon, vino secco prodotto da uve ben mature, raccolte a mano, in cassette e pigiate ad acino intero senza aggiungere solfiti, vinificato in acciaio con una breve macerazione a contatto con le bucce.
Di colore ramato, brillante, vivo, intenso, fresco, aromatico, ampio, buona acidità e mineralità, ricco variegato pieno, di buona amalgama aromatica. Meglio non servire mai troppo freddo. 
Gli abbinamenti suggeriti sono primi di verdura, paste ripiene di zucca, carciofi, tempura di verdura, carni bianche speziate, carni rosse anche crude, formaggi di pasta molle ma stagionati, pesce grasso e acciughe.
A me ispirava l'abbinamento col carciofo e una tortilla mi sembrava il finger food ideale.

Alcool 14,5%.


 Finalmente siamo passati ai rossi. 
Involtini di bresaola con rucola e scaglie di Grana Padano e cantucci al gorgonzola e mandorle con pesto rosso per accompagnare la Sélection du Sommelier, il vino dedicato al mio Maestro Sommelier che ha partecipato alla "costruzione" del vino. Vitigni Sangiovese, Montepulciano e Cabernet Sauvignon. 
Appena aperto era un po' ostico, ma dopo un po' si è aperto ed era piacevole.
Alcool 12,5%.



Si continua con un Cabernet Sauvignon Tuttonatura 2010 simbiotico
Questo vino, rappresentativo della linea eco-simbiotica di Rubbia al Colle, si presenta color rosso scarlatto, con la struttura e la persistenza proprie del vitigno da cui nasce. Le note vegetali prevalgono su quelle balsamiche, così come intensi sono i sentori e gli aromi di frutti rossi. I vigneti da cui provengono le uve non subiscono trattamenti di sintesi e anche in cantina nessun intervento, né aggiunta di solfiti.    
 Va bene con le verdure cotte e crude, salumi e selvaggina, quindi ho portato un po' di prosciutto crudo Serrano, un salame-cambembert, ma anche un po' di formaggio (scamorzini affumicate, brie e brebis - anche se ho scoperto anni fa che i formaggi andrebbero mangiati col vino bianco, a me piace mangiar
Alcool 12,5%.



L'ultimo rosso era un Amarone neo-zelandese, Vin Alto Retico del 2003. Cioè non è un vero Amarone, visto che il Veneto non è in Nuova Zelanda e considerato che i vitigni utilizzati sono Merlot, Cabernet Franc e Montepulciano, ma il metodo di produzione "copia" l'Amarone. È un vino molto concentrato e caldo, sentori di frutta secca liquirizia e spezie esotiche orientali, gusto molto persistente. 
L'ultimo abbinamento era muffin di Roquefort e uvetta. Forse non molto appropriato, ma non avevamo più molta fame.
Alcool 15,5%.





Finale con un passito Dagoberthus di Wildbacher
  Le uve vengono raccolte manualmente verso la metà di Ottobre, operando una scrupolosa cernita dei grappoli migliori che vengono deposti in piccole cassette e destinati all’appassimento naturale nel fruttaio aziendale. L’appassimento si protrae fino al mese di Febbraio, dopodiché gli acini vengono sottoposti a pressatura/torchiatura. Il succo che viene estratto, concentrato e molto zuccherino, viene posto in caratelli di rovere dove avverrà la fermentazione alcolica.
Affinamento: 18 mesi in caratelli di rovere, successivamente in bottiglia per un minimo di 6 mesi.

Colore: rosso intenso e concentrato. Profumo: ampio e avvolgente, con sentori di frutta di bosco quali ribes e mirtillo e note balsamiche di erbe officinali e timo. Gusto: dolce ma non stucchevole, con tannini in giusto equilibrio con la freschezza data dalla buona acidità. Abbinamenti: vino da bersi anche da solo, per imparare a conoscerne l’enigmatica personalità, oppure da accompagnarsi con formaggi stagionati. Intrigante l’abbinamento con il cioccolato.
 Qui abbinato col tiramisù alle fragole. 
14%.


Digestione con limoncello e grappe.


“Wine is one of the most civilized things in the world and one of the most natural things of the world that has been brought to the greatest perfection, and it offers a greater range for enjoyment and appreciation than, possibly, any other purely sensory thing.”
― Ernest Hemingway

lunedì 31 marzo 2014

Me lo chiede Esther



Conoscete Esther the Wonder Pig? È una maiala adottata da una coppia maschia. Ed è bellissima. Mi viene voglia di avere un animale domestico.


 Comi ha segnalato la mia vegana preferita Natasa, Esther sponsorizza l'US Veg Week. Si tratta di fare una settimana vegetariana tra 21 e 27 aprile. In quella settimana sarò a Trst, quindi mi risulta impossibile. Ergo dedico questa settimana al vegetarianesimo. Qui sotto mi segno il menu.


Lunedì: colazione fragole e prugne. Pranzo insalata mista grande (carote, insalata verde, cetrioli, un paio di grammi di feta) e verdure cotte (lenticchie, fagiolini). Cena insalatona (carote, pomodori, insalata verde, fagioli, avocado, semi di lino). Spuntino davanti tv: semi di girasole.

domenica 23 marzo 2014

Enogastronomia in Korea

Se avete visto prima il post precedente avrete notato l'assenza di immagini di cibo e bevande e ciò potrebbe avervi preoccupato. Tranquilli.

Anche lì ci sono dei bar



C'era pure l'amico Max in forma liquida


Ho provato strani miscugli


Trattasi di Hoegaarden con Guinness. Non male, ma niente di eccezionale.


In quel bar ci hanno anche offerto delle patatine. Bar simpatico. Ci siamo arrivati dopo aver bevuto una birra in un caffè e aver chiesto al giovane barista dove si poteva andare a sbevazzare. Il tipo ha preso la macchina e ci ha portato nella zona dei bar. Dove dopo svariate birre il barista ci ha offerto cibo...



Un'altra sera siamo finiti in un locale a GanGnam con musica dal vivo e abbiamo visto due concerti.

Bar

Cantante che, come il cantante del gruppo precedente, per fare il ribelle si versa dell'acqua in testa. Usanze locali.


Band 


Chitarrista smunto.



Alcuni locali sono tourist-friendly.



Mercato del pesce a Seoul - fantastico! Enorme! Pieno di pescetti freschi.



Questo uno dei piatti che abbiamo mangiato.


Sashimi: abbiamo scelto il pesce nell'acquario in uno stand e poi siamo andati in uno dei ristoranti. 


Come antipasto abbiamo mangiato octopus vivo. Delizioso, anche se strano, visto che i tentacoli continuano a muoversi...


Qui si vede meglio il movimento.



Ho visto anche un paio di mercati.


Anche lì adorano il porco nelle sue varie manifestazioni




Alcol: ai coreani piace e molto. Qui la lista dell'Ozone bar, baretto vicino al hotel a Seoul. Potete notare dal menu che vendono bottiglie. Di superalcolici. Da quanto dice l'amica locale si usa.


Nello stesso locale c'è un orologio sul soffitto. Molto utile quando si perde l'equilibrio e si cade dalla sedia.


Altra invenzione utilissima: il bottone sul tavolo per chiamare i camerieri. Da importare.


Il bar è molto rock.


L'octopus in un'altra forma. Sempre buono.


Pubblicità di una macelleria.


Altro mercato.




Colazione.


Scritta in un café.



Entrata della strada dell'anatra, dove ci sono ristoranti famosi per la zuppa d'anatra. Si dice sia molto utile per curare i postumi di sbronza, purtroppo non l'ho assaggiata.





Ancora octopus.



Mercato.

La prima sera siamo andati in questo ristorante. Scelto due piatti a caso, dato che il menu era solo in coreano. La cuoca è venuta a spiegarci come si mangia. Già all'inizio il primo problema: ci portano i piatti ma non le posate. Scopriamo il segreto: c'è un cassetto sotto al tavolo dove sono riposte le posate...



Cheers!




...e dopo tutte queste mangiate e bevute bisogna provare il cesso tecnologico...