mercoledì 18 gennaio 2012

Avvertonsi gli spettabili lettori che codesto uikendo l'autore del suddetto blogghe lo passerà in madrepatria krmenkese.

Chi volesse vederlo, toccarlo, sentirlo, vomitarlo può palesarsi attraverso i comuni mezzi di comunicazione.

Detto ciò si tenga presente che:

- giovedi sarò in città tutto il giorno, compreso l'orario d'aperitivo
- venerdì il buon dio non ha ancora deciso cosa devo fare
- sabato festa di SuperMickno
- domenica se ne va.

Jenia il russo francese è stato avvertito pochi minuti fa. La Sua presenza sarebbe veramente consona alla festa. Lui è quello a destra.




Ripubblico invece un video devastante. A me il hiphop non piace, ma questo video è devastante!


domenica 15 gennaio 2012

Avanzi

Oggi sono sofferente a causa di un fastidioso mal di schiena comparso ieri - venerdì 13 - e oggi peggiorato. Così a parte una passeggiata fino al lago non sono neanche andato a far la spesa anche perché  mercoledì parto per la madre patria.

Allora oggi scruto in cambusa per mettere assieme una cena decente. O almeno una cena. Mi diverte sempre assemblare gli avanzi (ovvero, quello che c'è in casa).

Quindi ho preso:
- la pianta di rosmarino (pensando alla ricetta di pasta al rosmarino)
- acciughe
- scatola di pelati
- maccheroncini
- gamberi congelati
- mezza cipolla (residuo in frigo)

Ispirandomi all'idea di Allan Bay su pasta cotta a risotto ho soffritto un po' di cipolla, aggiunto un trito abbondante di rosmarino e dopo un po' 5-6 acciughe. Ho sfumato con un po' di vino bianco (il buonissimo Heida di Fleur du Rhône) e aggiunto la pasta (cottura 7 minuti). Ho lasciato un minuto sul fuoco mescolando e poi ho iniziato ad aggiungere i pelati con un po' d'acqua e vi ho immerso i gamberi ancora congelati che mica avevo il tempo di scongelarli. Poi ho coperto con il resto dei pelati e ho lasciato la brodaglia a cuocere. Verso la fine ho insaporito con paprika piccante e pepe e sale (ho messo troppa acqua - prossima volta meno acqua o pasta a cottura più lunga).

Alla fine è venuto quasi meglio della torta de fango der Camerun.




Questo video è un po' vecchiotto, ma c'era già la crisi. Unica differenza: c'era la lira. Ieri S&P ha pure downgradato la povera Italy a BBB+. Una volta, all'inizio degli anni 90 era AAA. Come la Francia ieri. E oggi l'Euro è come la torta de fango der Camerun.

Invece il buon franco svizzero nonostante le dimissioni del Governatore continua ad essere forte forte forte. Secondo l'Economist è sopravvalutato del 60%.




Povero Governatore, si è dovuto dimettere perché la moglie ha venduto franchi prima che lui fissasse il cambio a 1.20 sull'Euro guadagnando 70,000 franchi (cioè una miseria per gli standard i svizzeri, avanzi). Che poi qui lo scandalo è che un impiegato della banca dove il Governatore aveva il conto (banca Sarasin) ha diffuso l'informazione. Minchia, il segreto bancario era sacro!



Ma ho pensato alle dimissioni di Fazio quando era Governatore di Bankitalia che secondo me ha fatto un po' più di puttanate. Tutto il mondo è paese, ma non lo stesso paese.

Ad esempio mi è piaciuto molto il voto su Cosentino. Insomma, uno che praticamente è bollato come camorrista, un avanzo di galera. Protetto chissà perché da Silvio - sarà la solita generosità che lo porta a pagare una puttana per non fare la puttana - e anche dalla Lega. La Lega. Che bella storia la Lega.


Ora è tardi, vi auguro sogni d'oro, anzi sweet dreams!
















domenica 8 gennaio 2012

Roba da ricchi...

...tipo non pagare le tasse...

Da non-contribuente (non evasore, ma pago le tasse alla patria di Heidi) mi ha divertito non poco la polemica sull'ignobile imboscata dell'Agenzia delle Entrate ai poveri ricchi che vanno a Cortina. Qui un puntuale commento del solito Torquemda-Travaglio.

I commenti dalla destra berlusconiana, tipo dire che è odio verso i ricchi punire gli evasori, mi sono sembrati veramente esilaranti. Insuperabile la Santanché che si è beccata pure una multa al SUV.


Tuttavia anche a me sembra che la mossa sia più politica che altro, molto marketing e poca sostanza. Si voleva mostrare il pugno di ferro contro gli evasori - colpire uno per educarne cento, no? E può anche darsi che gli agenti delle entrate volevano farsi Capodanno a Cortina. Personalmente penso che ogni tipo di lotta all'evasione sia utile e che siano state molto più dannose le dichiarazioni (oltre che azioni) di Berlusconi a favore dell'evasione fiscale.



A proposito mi sono ricordato di aver scritto un articolo sulle tasse. Nel lontano 2007 quando stimolato dal compianto Luciano ho scritto con il CESSO qualche articolo per Konrad. L'ho trovato e riletto e non mi sembra male, quindi mi auto-cito.



W le tasse !
dal Konrad n. 125 - Aprile 2011 - pag. 9
02.04.2007


Petizione in Francia
a favore dell’imposizione fiscale
Il prossimo aprile i francesi andranno a votare per eleggere il loro nuovo Presidente della Repubblica. I principali candidati sono la socialista Ségolène Royal, Nicolas Sarkozy, esponente di centro destra e al centro la sorpresa François Bayrou.
Nei dibattiti pre-elettorali uno degli argomenti più interessanti nella sua tradizionalità sono le tasse, poiché in seguito alla promessa di Sarkozy di ridurle, il mensile Alternatives Economiques ha lanciato una petizione controcorrente che sottolinea il valore civile e sociale, nonchè i benefici economici di tassare i redditi e il passaggio intergenerazionale della ricchezza. I firmatari si dicono fieri di apportare il loro contributo alle spese pubbliche necessarie al progresso, alla coesione sociale e alla sicurezza della nazione, sottolineando che l’imposizione progressiva sulle successioni è un corollario indispensabile alla libertà economica offerta dall’economia di mercato, poiché la ricchezza deve essere conseguita tramite il lavoro, il talento e non per il semplice fatto di avere parenti ricchi, poiché la rendita tende solo a costruire una nuova aristocrazia basata sul capitale che spegne lo spirito imprenditoriale e rallenta la crescita. Infine, viene riconosciuto al mercato il ruolo di fattore di progresso che permette allo spirito d’impresa di esprimersi e di promuovere la crescita l’economica.
L’impostazione generale della petizione è pienamente condivisibile: le tasse sono necessarie per finanziare determinati servizi che il singolo non è in grado di procurarsi o che un’azienda privata (che agisce a scopo di lucro) non può e non vuole offrire. Servizi essenziali per la società come le opere pubbliche, l’educazione, la giustizia, la difesa, la sanità, la previdenza, la protezione dell’ambiente. Tuttavia la petizione ha una pecca di tipo teorico fondamentale. Nonostante il nome stesso della rivista promotrice si richiami ad alternative, in questa occasione ricalca molto il mainstream economico attuale: libero mercato, impresa, crescita.
Per tutti la crescita è un fatto positivo, tipico esempio è l’utilizzo della variazione del PIL come misura della ricchezza di un paese e della sua crescita, ma il PIL trascura determinati effetti come la distribuzione del reddito.
Inoltre non tiene conto di tanti fatti della vita, come il volontariato e tutte le attività senza scambio monetario, mentre computa eventi dannosi: si pensi che un ingorgo nel traffico determinando un incremento del consumo di benzina ha un effetto positivo sul PIL. Ma la critica principale è che non misura il benessere.
Si resta cosi ancorati al paradigma che la crescita equivale allo sviluppo secondo il dogma che attraverso la crescita economica si risolvono tutti i problemi. Lo sviluppo dovrebbe invece implicare un miglioramento in un certo senso olistico, un progresso economico, ma anche sociale e quindi identificabile come benessere e non ricchezza materiale assoluta.
Un altro fattore dimenticato è che la crescita senza limiti non è scientificamente possibile dato che le risorse del pianeta sono limitate. Senza questo limite la stessa professione economica sarebbe inutile, dato che una definizione solitamente accettata della scienza economica è: scienza che studia le modalità di allocazione di risorse limitate tra usi alternativi, al fine di massimizzare la propria soddisfazione.
Infatti la corsa alla crescita provoca crisi energetiche legate appunto alla scarsità di fonti energetiche e inquinamento con effetti in larga parte ancora ignoti e a lunghissimo termine. L’economicità e lo stimolo alla massima efficienza per massimizzare il profitto “costringono” le aziende a sfruttare in modo ottimale le risorse che sono il capitale ed il lavoro. Ma l’impiego ottimale di quest’ultima risorsa ha effetti anche sociali che, tramite il precariato, l’insicurezza, la carente assistenza sanitaria e previdenziale, provoca crisi sociali. Ricordiamo che in Italia muoiono ogni anno circa 1200 persone sul posto di lavoro; in Francia in uno stabilimento della Renault ci sono stati 3 suicidi negli ultimi 6 mesi sembra a causa delle condizioni di lavoro. Ma il lavoro dovrebbe essere gioia, felicità di fare ciò che si è appreso e non una situazione insostenibile da spingere a gesti estremi o un’occupazione mortalmente pericolosa, specie in alcuni settori.
L’attuale paradigma produttivo produce anche effetti culturali, dato che per vendere molto è necessario imporre determinati modelli culturali che spingono al consumo – il telefonino di ultima generazione, l’auto da 200 all’ora, i vestiti marchiati, occhiali da sole da mille euro, ecc... E i modelli culturali ci vengono propinati dai media che ci offrono le notizie più interessanti nei momenti più opportuni.
Ad esempio è curiosa l’enfasi data dai mezzi d’informazione all’aviaria. Forse sarà anche una malattia pericolosissima che avrà effetti calamitosi sulla razza umana, ma finora si contano 275 casi e 167 morti ufficiali tra il 2003 e 2007. Per un confronto nel 2001 nei paesi poveri e impoveriti (detti ufficialmente ed eufemisticamente in via di sviluppo) la diarrea di morti ne ha fatti 1.793.000. Manca il senso della misura, ma ciò non è casuale – molti stati ricchi hanno acquistato milioni di vaccini contro l’aviaria, mentre negli stati poveri molte persone non hanno accesso all’acqua potabile e alle medicine di base per sopravvivere.
Nell’informazione il problema principale è l’indipendenza di chi ha il ruolo di diffondere le notizie. In Italia ad esempio i due quotidiani più importanti sono La Repubblica e il Corriere della Sera. Il primo è controllato dal Gruppo Editoriale L’Espresso SpA, il cui primo azionista è Carlo De Benedetti; il secondo da RCS Mediagroup SpA i cui principali soci sono i soliti noti gruppi finanziari e industriali – il “salotto buono” . Mentre le principali televisioni sono in mano alla politica in genere o ad un personaggio politico in particolare.
Il punto importante è pensare a chi ci guadagna, a chi va bene lo stato delle cose e lo preserva, chi comanda, chi decide cosa vogliamo. Insomma il potere – chi detiene il vero potere economico? Questa è la domanda che dobbiamo porci. E da cui partire per pensare a delle vere alternative e magari puntare alla decrescita economica invece che alla crescita.

Collettivo Economisti Solidali
e Socialmente Orientati



mercoledì 4 gennaio 2012

Genio

Non mi ricordo se vi ho già resi edotti della mia stima per Monti, miglior presidente del consiglio degli ultimi 1500 anni. Nel caso, sapevatelo.





Oggi ho saputo da Nonleggerlo di un'interrogazione di Calderoli su presunti festini di fine anno a Palazzo Chigi. In effetti, c'erano delle minorenni! Monti ha risposto al pistola col la seguente epistola. Ora lo adoro.


Il Presidente del Consiglio ha appreso da fonti di stampa che il Senatore Roberto Calderoli avrebbe presentato in data odierna un’interrogazione a risposta scritta con la quale chiede di dar conto delle modalità di svolgimento della cena del 31 dicembre 2011 del medesimo Presidente del Consiglio.

Il Presidente Monti precisa che non c’è stato alcun tipo di festeggiamento presso Palazzo Chigi, ma si è tenuta presso l’appartamento, residenza di servizio del Presidente del Consiglio, una semplice cena di natura privata, dalle ore 20.00 del 31 dicembre 2011 alle ore 00.15 del 1° gennaio 2012, alla quale hanno partecipato: Mario Monti e la moglie, a titolo di residenti pro tempore nell’appartamento suddetto, nonché quali invitati la figlia e il figlio, con i rispettivi coniugi, una sorella della signora Monti con il coniuge, quattro bambini, nipoti dei coniugi Monti, di età compresa tra un anno e mezzo e i sei anni.

Tutti gli invitati alla cena, che hanno trascorso a Roma il periodo dal 27 dicembre al 2 gennaio, risiedevano all’Hotel Nazionale, ovviamente a loro spese.

Gli oneri della serata sono stati sostenuti personalmente da Mario Monti, che, come l’interrogante ricorderà, ha rinunciato alle remunerazioni previste per le posizioni di Presidente del Consiglio e di Ministro dell’economia e delle finanze.

Gli acquisti sono stati effettuati dalla signora Monti a proprie spese presso alcuni negozi siti in Piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e in via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie).

La cena è stata preparata e servita in tavola dalla signora Monti. Non vi è perciò stato alcun onere diretto o indiretto per spese di personale.

Il Presidente Monti non si sente tuttavia di escludere che, in relazione al numero relativamente elevato degli invitati (10 ospiti), possano esservi stati per l’Amministrazione di Palazzo Chigi oneri lievemente superiori a quelli abituali per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, gas e acqua corrente.

Nel dare risposta al Senatore Calderoli, il Presidente Monti esprime la propria gratitudine per la richiesta di chiarimenti, poiché anche a suo parere sarebbe “inopportuno e offensivo verso i cittadini organizzare una festa utilizzando strutture e personale pubblici”. Come risulta dalle circostanze di fatto sopra indicate, non si è trattato di “una festa” organizzata “utilizzando strutture e personale pubblici”.

D’altronde il Presidente Monti evita accuratamente di utilizzare mezzi dello Stato se non per ragioni strettamente legate all’esercizio delle sue funzioni, quali gli incontri con rappresentanti istituzionali o con membri di governo stranieri. Pertanto, il Presidente, per raggiungere il proprio domicilio a Milano, utilizza il treno, a meno che non siano previsti la partenza o l’arrivo a Milano da un viaggio ufficiale.


Buon anno

Buon anno
giovani lettori.

Che vi dico? Non sono molto ispirato. Ma vi posso lasciare con alcuni saggi consigli per il 2012:

Non fidatevi della memoria!
Stampate il promemoria del volo nel caso doveste prendere un aereo (o un treno o altro mezzo dotato di orari)!
Non confondete 18:40 con 20:10!

Tutto ciò vi farà vivere meglio.

In caso contrario apprezzerete il fatto di affrontare le avversità con uno spirito divino. O almeno alcolico.

Che la pace sia con voi. Oggi mi sento ecumenico. Porca troia.






venerdì 23 dicembre 2011

Volare

Bom, anche quest'anno lavorativo è finito. Considerato che ho iniziato a lavorare seriamente solo ad agosto non è così male, anche se l'ultimo periodo è stato un po' stressante.

Tra parentesi, il prossimo anno festeggio i 10 anni nel fantastico mondo della finanza. Sticazzi. Sarebbe quasi ora di cambiare mestiere. Purtroppo non sapendo fare niente tocca restare in finanza.

Comunque.

Ora sono nell'accogliente aeroporto zurighese sorseggiando un spritzCampari (questi montanari non hanno aperol...) in attesa del volo per Venezia dove mi dovrebbero attendere dei loschi figuri per accompagnarmi a casa. Questo per fare prima. Considerati i loschi figuri spero di arrivare a casa prima di Natale.

Augurandovi di passare bene le festività di Saturnalia vi saluto con un brindisi virtuale e reale - proscht!


giovedì 22 dicembre 2011

la TV

Stamane me ne esco giulivo e garrulo di casa e sull'uscio mi blocca un tizio: "Fermo, sono della BILLAG! Come ti chiami?".

La Billag è la società che incassa il canone TV.

Ora. Io pensavo di pagarlo, ma sembra di no. Anzi, è certo.

Che poi non ho la TV. Cioè, ho la TV ma non la guardo, cioè guardo solo dvd e non i programmi - questo solo perché sono snob.

Però.

Ho fatto l'abbonamento all'internet. E dopo un po' mi arriva una bolletta di 200 e passa franchi. Chiamo il call center, protesto e questi mi dicono che devo pagare la tv, perché loro mi mandano l'internet via cavo televisivo. Spiego che non ho la tv, non ho la radio, ma mi dicono che devo protestare con Billag. Leggo un po' su forum e vedo che è inutile protestare che anche se hai internet vuol dire che puoi vedere la tv. E quindi devi pagare. Pace, io pago.



Oggi mi arriva il controllo. Io tutto tranquillo dico al tizio "ma io pago! Anzi, mi pago e cago!!". Ah, ovviamente tutto ciò in tedesco che il tipo non comunicava in lingue latine o slave. Così con le 4 parole di tedesco e gesti manuali spiego la storia sopra. Lo porto in casa e dal mucchio di bollette trovo l'ultima che ho pagato e dico "ara qua, mona! te vedi che pago?!"

Lui guarda la bolletta, scuote il capo e guardandomi con compassione, mi dice che no, sto pagando l'abbonamento per la tv, mica il canone (pirla, avrà pensato, ma educatamente non l'ha detto). Allora lo trascino davanti alla tv e dico "ostia, ma vedi che non c'è il cavo? E vedi che ci sono dei dvd? E vedi che il cavo l'ho infilato nel modem, mica nel televisore?".
Lui, furbo come una faina: "eheh, ma hai il pc e anche l'internet! Puoi guardare i bellissimi programmi della tv svizzera via internet!"
Io: "ma cazzo, mi senti parlare? Capisco sega di tedesco!"
Lui, ponderando la situazione: "hmmm... ma hai la radio?"
"Quanto costa il canone radio?"
"130 franchi all'anno"
Io, conciliante: "bom, ok, ce l'ho. Ascolto Radio Zurisee anche se fa abbastanza cagare. Ma meno di radiodiijey".
Concordiamo che ho la radio, ma non la tv. Figo.

Cioè. Figo che sono in regola con le Sacre Leggi Svizzere convincendo il controllore che non ho la tv pur avendola. Ma scemo che alla fine ora devo pagare altri 130 franchi e chiamare il mio spacciatore di internet e capire perché mi fa pagare 80 franchi ogni due mesi oltre ai 50 mensili per internet.




mercoledì 21 dicembre 2011

Che la festa abbia inizio

Antica tradizione che si ripete ogni anno con vari nomi e simboli.



Quest'anno sembra che sarà paura e delirio ad Aurisina.



Festa vegetariana, I presume.



Oh cielo!








Buone feste! Ci vediamo nel 2012 se i Maya si sono sbagliati. Altrimenti sfiga, dovevate godervi di più la vita.



martedì 20 dicembre 2011

More

Dopo parecchio tempo ho riascoltato "More", disco dei Pink Floyd del 69 - uno dei dischi "minori", ma per me resta una chicca. Un paio d'anni fa ho trovato pure il dvd con il film - sì, perché per i pinkfloydiani ignoranti trattasi di colonna sonora. Come "Obscured by Clouds".

Per invogliarvi all'ascolto qui c'è un bel video con estratti dal film/disco:


Kim

Periodo di necrologi. Succede spesso vicino a Natale.


È morto un Kim

Cliccate sulla foto e si apre un bel sito.

Ma una Kim è ancora viva.

Anche se cliccate non si apre nessun bel sito.


Viva Kim!